Guanabana: tutte le risposte

Vuoi saperne di più sulla guanabana? Troverai in questa sezione tutte le risposte alle tue domande su questo frutto dal nome così simpatico (ad esclusione delle sue proprietà che trovi elencate in un altro articolo). A partire ovviamente da…

Da dove viene il nome guanabana?

Il nome guanabana deriva dal taìno wanaban. Anzi, volendo essere ancora più precisi, e stando a quanto scritto nel DCECH (Diccionario crítico etimológico castellano e hispánico) deriva dal taìno parlato nella Repubblica Dominicana.

Sempre nel DCECH si riporta che la voce guanaba (anzi, guanabba) appare per la prima volta in uno scritto in latino datato 1510 di Pietro Martire d’Anghiera, storico italiano a servizio della corte di Spagna, dove tra l’altro coglie una somiglianza del frutto con la nostra mela cotogna1 (forse l’ha provata acerba…).

Se non sei familiare con le popolazioni precolombiane ti segnalo che i taìno (o taìni) erano gli abitanti delle Bahamas, delle Grandi Antille e del nord delle Piccole Antille, procedenti dall’America del Sud ed in particolare dal Venezuela.

Guanabana in italiano

Come è fatta una guanabana?

Come si mangia la guanabana?

Per mangiare la guanabana dovrai togliere la buccia (quando il frutto è maturo, diventa sottile e molto facile da togliere), tagliarla a spicchi, poi togliere i semini (mi raccomando) e sarà pronta.

Un metodo per sbucciarla bene (utile nel caso tu la voglia sbucciare tutta) è incidendo una X con il coltello sul fondo del frutto, e dalle incisioni strappare con le mani le singole sezioni della buccia, tirando verso il basso, lontano dalla polpa.

Essendo un frutto generalmente piuttosto grande, a meno che tu non lo stia condividendo con più persone, forse sarà un po’ difficile finirlo tutto in una volta (un po’ come mangiare un’anguria intera, anche di più).

Per non sprecare nemmeno un pezzettino di questo prezioso frutto, potrai mettere da parte gli spicchi (meglio se in un contenitore ermetico) e conservarli in frigorifero per una settimana circa.

Altrimenti, potrai sempre adoperarti in creazioni culinarie come la marmellata di guanabana, la cheesecake alla guanabana o il sorbetto alla guanabana o altre ricette!

Ti dirò poi che nei suoi paesi di origine, la guanabana (ma anche tantissimi altri frutti esotici) è spesso più utilizzata per farne dei succhi o dei batidos che per essere mangiata pura.

Personalmente preferisco mangiarla, ma anche il succo merita, anche se – mi raccomando – nell’atto di ordinarne uno in America Latina, specifica sempre “sin azúcar”(o sem açúcar se in Brasile) perché potresti ritrovarti a bere uno sciroppone così dolce, che nemmeno saprai se era guanabana o banana o latte condensato.

Al massimo lo zucchero lo potrai sempre aggiungere dopo (ma ti assicuro che nel caso della guanabana, non ce n’è proprio bisogno).

Che sapore ha il Guanabana?

Esiste il Succo di guanabana?

Guanabana come si coltiva?

Il guanabana è tossico?

I cani mangiano il guanabana?

Mi ricordo un giorno in Venezuela in cui stavo mangiando uno spicchione di guanabana a casa di amici ed il loro cane si fermò a guardarmi languido come se avessi in mano un osso.

“El perro come guanábana?” chiesi, ignara. Al che mi spiegarono che Zeus (il cane dei miei amici) non solo la mangiava, bensì ne era molto ghiotto! Mi dissero che mangiava la papaya, il mango, le banane (tutti frutti che crescevano nel loro giardinetto) ma che la guanabana era la sua preferita. Glie ne detti un pezzetto, ovviamente…

Con questo non voglio certamente dire che tutti i cani siano come Zeus, e che quindi, possono mangiare guanabana senza problemi, anzi, ti dirò che ho provato a fare delle ricerche in merito ma non ho trovato risposte esaustive.

L’unica cosa che posso dirti è che se decidi di far provare al tuo amico peloso questo gustoso frutto, mi raccomando, togli previamente i semi perché potrebbero essere tossici (così come i semi di altra frutta gradita ai cani come la mela e la pera). Del resto i semi non vanno mangiati nemmeno dagli esseri umani, quindi perché darli al cane?