Frutto della Guanabana: guida e proprietà

spicchi di guanabana

Guanabana (o Graviola): scopriamola assieme

Un frutto spesso imponente, cuoriforme, caratterizzato da una sottile buccia verde a spunzoni (non picca eh!) che racchiude una succosa polpa bianca “abitata” da semini neri: è la guanabana, detta anche graviola.

Guanabana (annona muricata): un frutto esotico dalle mille proprietà

È originaria delle zone tropicali dell’America, ed il suo nome scientifico è Annona Muricata, da non confondere con altri frutti appartenenti al magico mondo delle annone come la cirimoia, la biribà e la soncoya.

Ricordiamo che, come visto nell’articolo sulle curiosità sul guanabana, in Italia il frutto è anche conosciuto come graviola.

Dopo aver realizzato molte ed esaustive ricerche in merito, posso dirti che le proprietà della guanabana sono veramente tantissime. Molte riguardano la polpa del frutto, ma sono preziosi anche i semini, le foglie, la corteccia e persino il frutto acerbo può essere utilizzato a scopo terapeutico.

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Proprietà e benefici della guanábana (o graviola)

Alcune di queste erano già note alle popolazioni indigene dell’America Latina e delle Antille, altre invece sono scoperte più recenti, risultato di ricerche scientifiche realizzate con lo scopo di indagare le proprietà mediche delle varie parti della pianta.

La guanabana ha proprietà antiossidanti

Gli estratti di foglie, frutta, semi e corteccia della guanabana hanno incredibili proprietà antiossidanti che possono aiutare a prevenire l’effetto dei radicali liberi.

Questo grazie alla rilevante presenza di vitamina C (più di 20mg per 100g di frutto, e considera che il peso medio di un frutto è di 4kg), altri antiossidanti non-enzimatici come la vitamina E ed antiossidanti enzimatici come la catalasi e il superossido dismutasi (presenti nelle foglie e nei semi)1.

Anche l’estratto della corteccia ha il suo potenziale antiossidante, infatti uno studio scientifico suggerisce che può aiutare a rafforzare le difese dell’organismo contro l’effetto negativo dell’inquinamento atmosferico e di altre tossine2.

frutto della guanabana

La guanabana rinforza il sistema immunitario

Nel frutto della guanabana, oltre alla vitamina C, sono presenti molte vitamine del gruppo B, minerali (calcio, ferro, magnesio, fosforo, potassio, zinco) e nutrienti – va da sé, dunque, che questa pianta sia un’ottima alleata nel rafforzamento del sistema immunitario.

Inoltre, alcuni ricercatori hanno scoperto nel 2016 che gli estratti di foglie di guanabana migliorano l’immunità attivando le citochine, ed hanno descritto il guanabana come dotato di composti promotori della salute per rafforzare l’immunità3.

La guanabana ha proprietà antibatteriche, antifungine e decongestionanti

Spiccano, tra le proprietà comprovate della guanabana, quelle antibatteriche ed antifungine.

Gli estratti delle sue foglie sono risultati efficaci contro vari ceppi di batteri tra cui il batterio orale Streptococcus Mutans e contro le infezioni fungine da Candida Albicans4.

Inoltre sembrerebbe che l’estratto acquoso (foglie in soluzione di acqua distillata) di questa pianta sia efficace contro lo Staphilococcus Aureus e la Vibro Cholerae, due batteri che possono provocare una grande quantità di infezioni e che sono implicati nella produzione di tossine5.

Grazie alle sopracitate proprietà antibatteriche, le foglie di guanabana possono essere utili in caso di sintomi influenzali come febbre e catarro.

Le popolazioni della zona andina del Perù, infatti, tradizionalmente preparano un decotto a base di queste foglie per far scaricare il catarro e calmare le mucose infiammate.

Nelle antille occidentali, invece, si fa bere del tè di foglie e fiori di guanabana come rimedio per l’influenza, la tosse e l’asma, infatti i fiori (e le foglie) hanno proprietà decongestionanti, e sono indicati in particolare per trattare i disturbi di tipo respiratorio.

La guanabana ha proprietà sedative ed antidepressive

Le proprietà sedative della guanabana erano già note alle popolazioni originarie di quelle che anticamente venivano chiamate “Indie Occidentali6”. Le parti della pianta a cui vengono attribuite queste proprietà sono le foglie, utilizzate sotto forma di tisana o anche sparse sotto il cuscino e nel letto, per favorire un sonno tranquillo. C’è anche chi suggerisce di aggiungerne qualcuna all’acqua della vasca da bagno per i bambini, in quanto avrebbero un effetto calmante e rilassante. Ma sono solo vecchie credenze?

A quanto pare no, o almeno anche su queste qualità della guanabana sono state fatte delle ricerche mediche, ed in particolare in uno studio pubblicato nel “Journal of Pharmacy and Pharmacology” si confermano non solo le sue proprietà sedative, ma si parla anche delle proprietà antidepressive7della guanabana, grazie in particolare a tre alcaloidi presenti negli estratti del frutto e delle foglie (annonaina, nornuciferina e asimobilina).

Inoltre considera che questa pianta è ricca di triptofano, presente nelle foglie ma anche nelle radici e nella corteccia. Il triptofano è un amminoacido essenziale utilizzato nella sintesi della serotonina (neurotrasmettitore di importanza centrale nella depressione) e della melatonina, entrambe strettamente legate al controllo dell’umore e del sonno. I neuroni producono serotonina utilizzando, oltre al triptofano, la vitamina B3 e il magnesio, entrambi presenti anche nella guanabana.

guanabana sull'albero
guanabana sull’albero

La guanabana ha proprietà antidiabetiche

In Indonesia, dove la guanabana si chiama “sirsak” (dall’olandese zuurzak), le proprietà antidiabetiche di questa pianta esotica sono ben note. Sarà forse anche per questo motivo che gli indonesiani la chiamano comunemente “sua maestà guanabana” (sirsak ratu)? Chissà!

Certo è che queste particolari proprietà della guanabana, presenti nelle foglie della pianta, sono state prese in esame ed i risultati sembrerebbero essere soddisfacenti.

Infatti, secondo uno studio8 pubblicato nel “African Journal of Traditional Complementary and Alternative Medicine” l’estratto di guanabana avrebbe un effetto protettivo e benefico sui tessuti epatici sottoposti a stress ossidativo, probabilmente diminuendo la perossidazione lipidica e aumentando indirettamente la produzione di insulina e di antiossidanti endogeni, contrastando così la malattia.

Un altro studio9 (non l’unico con questa focalizzazione), per l’appunto indonesiano, analizza l’efficacia delle foglie di guanabana, di alloro e di centella asiatica contro gli enzimi α-amylase e α-glucosidase (responsabili dell’aumento di glucosio postprandiale nei diabetici) e calcola il contenuto totale di fenoli presenti in queste piante. Le conclusioni sembrano confermare il potenziale antidiabetico ed antiossidante delle foglie di guanabana, sia da sole, che combinate con le altre prese in analisi.

La guanabana ha proprietà antipertensive

Altra interessante proprietà della guanabana è quella di aiutare a ridurre la pressione sanguigna nelle persone che soffrono di ipertensione.

L’estratto delle foglie è stato studiato con la finalità di investigare questa particolare proprietà, ed i risultati hanno comprovato che questo estratto influisce sui neurotrasmettitori che hanno effetto sulla pressione sanguigna10.

Un altro studio11 ha confermato la capacità degli estratti di guanabana (analizzando pericarpo, semi e polpa) di inibire l’enzima convertitore dell’angiotensina (ACE) – responsabile della pressione alta. Inoltre nello stesso studio si riporta la capacità di questi estratti di diminuire i livelli di glucosio nel sangue (contrastando il diabete).

La guanabana ha proprietà antinfiammatorie

Tra le proprietà più note e riconosciute della guanabana ci sono quelle antinfiammatorie ed analgesiche, tant’è che è anche stata sviluppata una pomata12 ad uso topico contenente l’estratto delle sue foglie, da utilizzare in caso di dolori muscolari ed articolari.

Alternativamente alla crema, un metodo antico e ampiamente collaudato in America Latina è quello di fare un impiastro con le foglie triturate ed applicarlo direttamente sulla zona interessata.

A livello preventivo invece, secondo una ricerca medica13 pubblicata nella rivista svizzera Chemistry & Biodiversity, bere tè di guanabana potrebbe essere utile nell’impedire lo sviluppo di disturbi infiammatori.

Molte sono le conferme scientifiche su questa qualità particolare dell’Annona Muricata: in un rapporto pubblicato nella rivista International Journal of Molecular Sciences del 201014, le attività antinocicettive e antinfiammatorie dell’estratto etanolico delle foglie di guanabana sono state studiate in modelli animali, dimostrando l’efficacia dell’estratto della pianta (somministrato per via orale) sull’edema e sulla riduzione consistente del volume dell’essudato (il liquido che si forma durante i processi infiammatori acuti).

Un altro studio condotto in Perù15 pone l’attenzione sull’abbondante presenza di flavonoidi (ed in particolare di quercetina) presenti nella pianta, e li relaziona direttamente con l’attività antinfiammatoria, avendo riscontrato come questi composti agiscano da inibitori della perossidazione dell’acido arachidonico. La relazione tra flavonoidi e potenziale antinfiammatorio è anche confermato da uno studio indonesiano pubblicato nel Journal of Natural Remedies16.

La guanabana aiuta a mantenere in salute l’apparato digerente

Secondo la medicina ancestrale ed il sapere popolare, la guanabana è particolarmente preziosa per mantenere in salute l’intero apparato digerente: protegge le mucose gastriche, il fegato, contrasta il colon irritabile e combatte la stitichezza.

La guanabana aiuta a proteggere il fegato

La ricchezza di composti antiossidanti, il suo PH alcalino e il contenuto di fibre, fanno della guanabana un’ottima alleata per la salute del fegato. Oltre a questi benefici riconducibili al frutto, sono state scoperte proprietà epatoprotettive nelle foglie e nella corteccia. Secondo uno studio nigeriano pubblicato nell’European Journal of Experimental Biology17, negli estratti della corteccia di questa pianta sono presenti dei composti con proprietà antiemolitiche, anticolestasi ed antisinusoidi. Questi estratti hanno simulato la produzione di enzimi che possono prevenire i danni al fegato ed hanno così confermato di avere potenziale epatoprotettivo.

Altri studi18;19 hanno dimostrato che gli estratti di foglie di guanabana possono abbassare la bilirubina (la sostanza giallastra che si trova nella bile) prodotta nel fegato e contrastare così l’ittero. Nella medicina tradizionale questa proprietà è ben nota, ma piuttosto che le foglie si raccomanda il consumo della frutta in stato acerbo, frullandone i pezzetti ed addolcendo con un po’ di miele (per rimediare al sapore aspro). Anche il frullato di frutta matura e il succo di frutta bollito vengono consigliati per combattere le infiammazioni del fegato, almeno secondo quanto riportato da Medicamentos indigenas20, una raccolta di saperi antichi e popolari del Venezuela.

La guanabana ha proprietà antiulcerose

Gli estratti delle foglie di guanabana aiutano a lenire le ulcere gastriche e aiutano il rivestimento dello stomaco a guarire più velocemente. Uno studio ha dimostrato che l’assunzione di una dose di estratto di guanabana per trattare queste ulcere era efficace quanto l’omeprazolo – un farmaco usato per trattare i problemi gastrici.

Un altro studio realizzato su questi estratti da ricercatori del dipartimento di scienze biomediche dell’Università di Putra (Malesia), dimostra come le proprietà citoprotettive (protettive della mucosa gastrica) ed antiossidanti di questa pianta producano un effetto antiulcerogeno. Nell’esperimento che hanno condotto, la guanabana ha inibito significativamente l’ulcera diminuendo la formazione di radicali liberi ed aumentando inoltre il meccanismo di difesa della mucosa gastrica contro il fattore aggressivo nello stomaco.

La guanabana ha proprietà curative sull’herpes

Sono stati fatti diversi studi riguardanti la capacità della guanabana di inibire l’herpes. L’herpes è una comune infezione virale causata da un virus chiamato herpes simplex. I sintomi del virus includono vesciche o ulcere nella bocca o nei genitali. Altri sintomi includono perdite vaginali, dolore durante la minzione e herpes labiale.

Uno studio pubblicato in Journal of Ethnopharmacology viene spiegato come 1mg/ml di estratto etanolico di annona muricata e di 1mg/ml di estratto acquoso di petunia nyctaginiflora possono inibire l’attività dell’Herpes simplex virus-1 (HSV-1)21.

Un altro studio fatto nel 1999 ha dimostrato che la graviola potrebbe essere efficace contro il virus dell’herpes simplex 2 (HSV-2, il responsabile della maggior parte dei casi di herpes genitale). Esperimenti in vitro hanno indicato che l’estratto di guanabana era mortale per le cellule HSV-222.

La guanabana ha proprietà cicatrizzanti

Le foglie di guanabana vengono usate sin da tempi antichi nella medicina popolare per trattare le malattie della pelle e gli ascessi: questo è dovuto ai composti antinfiammatori presenti nella pianta. Più di uno studio23 ha dimostrato che l’applicazione topica di estratti di foglie di guanabana sui tagli è in grado di accelerare il processo di guarigione delle ferite24.

I semi di guanabana: un insetticida naturale

Sia la polpa che le foglie della guanabana sono ricche di proprietà e potenziali utilizzi in ambito medico. Ed i semi? I semi non sono commestibili, eppure non per questo sono da buttare, anzi!

Sono state realizzate varie ricerche in ambito scientifico volte a studiare il potenziale utilizzo di questi semi come insetticida naturale, ed i risultati sono stati soddisfacenti.

Secondo uno studio pubblicato nella Revista Colombiana de Entemologia i semi di guanabana estratti con esano, acetato di etile ed etanolo, sarebbero risultati efficaci contro l’insetto Sitophilus zeamais – il cosiddetto tonchio del mais25.

Un’altra ricerca pubblicata nel 201726 sulla rivista Intropica ha analizzato le potenzialità dei semi di guanabana contro la zanzara Culex quinquefasciatus ed ha confermato che hanno un alto potenziale tossico contro le larve di questo insetto, in tutti e quattro i suoi stati larvali. Si ipotizza che (anche se con concentrazioni diverse) dovrebbero essere funzionali anche contro altre specie della famiglia delle zanzare Culicidae.

Le proprietà insetticide dei semi di guanabana sono state anche raccontatein testi volti a diffondere la conoscenza e l’utilizzo di prodotti naturali contro le piaghe e gli insetti molesti. In uno di questi – Plaguicidas Naturales27 – viene spiegato come realizzare un composto insetticida a partire dai semi di guanabana, composto che sarebbe utile contro afidi, cavallette, grilli, bruchi.

Di fatto esistono varie preparazioni possibili ma il punto di base rimarrebbe macerare i semi previamente polverizzati in alcool (per ogni ½ kg di semi, un litro di acqua) per circa cinque giorni in un recipiente chiuso. Questo macerato, diluito poi in 10 litri d’acqua, andrebbe sparso sui coltivi. Mescolando il preparato con dello zucchero, può essere utilizzato applicandolo in punti strategici come esca per gli insetti sopra menzionati.

Sempre nello stesso testo, si parla anche delle alte potenzialità dei semi di guanabana (ma anche della polpa) contro i pidocchi.

Quel che sappiamo sulle proprietà anticancerogene della guanabana

Numerosi scienziati hanno condotto ricerche in campo medico per investigare sul potenziale curativo degli estratti della guanabana contro il cancro – potenziale che ha a che fare con dei composti presenti in questa pianta denominati “acetogenine”.

Prima di promuovere la guanabana o graviola come una cura miracolosa contro il cancro, è importante ricordare che molte delle ricerche sono state effettuate in vitro. Questo significa che il potenziale antitumorale di questa pianta è stato verificato principalmente in esperimenti “ in provetta”. Ciononostante, gli studi scientifici realizzati mostrano la possibilità che la guanabana possa essere utilizzata per trattare il cancro in futuro.
Alcuni ricercatori in India hanno riportato, in uno studio del 2014, che gli estratti di guanabana provenienti dai semi del frutto, dalle foglie, dagli steli e dalla corteccia, producono le cosiddette “acetogenine annonacee”, ed hanno descritto questi composti come dotati di un reale potenziale per le terapie contro il cancro28.

Inoltre, ciò che risulta particolarmente interessante ed importante, è che questi estratti sembrano colpire solo le cellule tumorali, come dimostrato in uno studio pubblicato nell’Asian Pacific Journal of Tropical Medicine. In un esperimento in vitro realizzato dagli studiosi autori di questa pubblicazione, gli estratti di graviola hanno avuto un effetto citotossico (cioè distruttore delle cellule viventi) su alcune cellule tumorali, ma non hanno colpito le cellule sane29.


Potenziale della guanabana contro il cancro al seno

Una ricerca del 2016 ha dimostrato che gli estratti del frutto della graviola hanno risultati promettenti nel trattamento del cancro al seno. I campioni di estratto hanno avuto un effetto antitumorale sulle cellule del cancro al seno nei topi e hanno impedito la diffusione della malattia negli animali coinvolti nell’esperimento. I ricercatori hanno concluso che il campione di guanabana ha avuto un effetto terapeutico potenzialmente efficace nel trattamento del cancro30.

Inoltre, nel 2014 la rivista Advances in Breast Cancer Research ha riportato il caso di una donna che si è sottoposta a chemioterapia per trattare il cancro al seno. Viene spiegato come questa persona abbia integrato il suo trattamento con l’assunzione di tè di graviola, facendo bollire 10-12 foglie secche per 5-7 minuti e bevendolo ogni giorno. Dopo aver completato la chemioterapia, la signora ha continuato con il trattamento a base di questo tè e la sua condizione è rimasta stabile per almeno 5 anni31.

Potenziale della guanabana contro il cancro alla cervice

Una ricerca sperimentale intitolata Anti cancer activity on Graviola, an exciting medicinal plant extract vs various cancer cell lines and a detailed computational study on its potent anti-cancerous leads ha dimostrato che gli estratti della guanabana potrebbero essere utili nel trattamento del cancro alla cervice. Gli scienziati sostengono in questo studio che le acetogenine negli estratti di della pianta possono aiutare a distruggere le cellule tumorali in vari tipi di tumori32.

Altre ricerche di laboratorio, tra cui una pubblicata nella rivista Pharmacognosy Researchh, hanno mostrato il potenziale dell’uso di estratti di semi di guanabana per trattare il cancro endometriale33.

Studi sull’effetto della guanabana contro il cancro alla prostata

Le proprietà anticancro degli estratti di polvere del frutto della guanabana potrebbero anche aiutare a ridurre i tumori alla prostata. Secondo una ricerca pubblicata nel 2016 nella rivista Bioorganic & Medicinal Chemistry Letters, gli estratti di guanabana avrebbero un effetto potente contro le cellule di questo tipo di cancro34.

L’estratto delle foglie di graviola potrebbe aiutare a trattare i tumori della prostata anche secondo un altro studio realizzato nel 2015 da ricercatori del Ghana e del Bangladesh35.


Guanabana e cancro alla pelle

Alcuni esperimenti sui topi hanno dimostrato che gli estratti di foglie di guanabana possono aiutare a distruggere i tumori del cancro della pelle. Questi estratti hanno un potente effetto antiossidante sulla pelle e contengono composti potenzialmente utili contro il cancro come l’annonacina36.

Il potenziale della guanabana nel trattamento del cancro ai polmoni

Uno studio clinico ha dimostrato che gli estratti di foglie di graviola possono aiutare ad uccidere le cellule cancerose nel tumore ai polmoni. I ricercatori di questo studio intitolato Annona muricata leaves induced apoptosis in A549 cells through mitochondrial-mediated pathway and involvement of NF-κB, hanno scoperto che gli estratti di questa pianta possono non solo prevenire la diffusione delle cellule del cancro ai polmoni, ma anche attivare la morte delle cellule cancerose37.


Estratti di foglie di guanabana e cancro al colon

Una ricerca del 2017 riporta un uso promettente dell’estratto di foglie di guanabana per trattare il cancro del colon-retto.

Uno studio controllato randomizzato è stato condotto su esseri umani che avevano avuto un tumore canceroso del colon-retto rimosso. Gli esami del sangue del gruppo che assumeva estratti di foglie di guanabana hanno fatto pensare che gli estratti siano serviti ad uccidere le cellule cancerose38.

Guanabana e cancro al pancreas

Esperimenti in vitro e prove sui topi hanno trovato un possibile utilizzo della guanabana nel trattamento del cancro al pancreas. Gli esperimenti hanno mostrato che i composti presenti naturalmente nella guanabana inibiscono la crescita delle cellule tumorali. Alcuni ricercatori statunitensi hanno sostenuto che il consumo di estratti di questo frutto ha un potenziale terapeutico contro il cancro al pancreas se usati insieme alla chemioterapia39.

Guanabana nel trattamento della leucemia


Uno studio pubblicato nel 2016 realizzato da ricercatori camerunesi e tedeschi, ha scoperto che gli estratti metanolici della graviola possono aiutare a combattere il cancro del sangue. Secondo questo studio intitolato Cytotoxicity of methanol extracts of Annona muricata, Passiflora edulis and nine other Cameroonian medicinal plants towards multi-factorial drug-resistant cancer cell lines, gli estratti della pianta sembrerebbero infatti avere un’attività citotossica contro i tumori ematologici40.

Guanabana nel trattamento del cancro al fegato

Nello studio Functional proteomic analysis revels that the ethanol extract of Annona muricata L. induces liver cancer cell apoptosis through endoplasmic reticulum stress pathway sono state studiate le potenzialità degli estratti di graviola nel trattamento del cancro al fegato, ed i ricercatori di questo studio ipotizzano addirittura che gli estratti di questa pianta potrebbero essere utilizzati come un’alternativa al tradizionale trattamento contro il cancro41.

Bibliografia e documentazione

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3 https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/28096884/

4 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5198446/

5 http://www.ijupbs.com/Uploads/33.%20RPB141500108015.pdf

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8 https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/20162039/ Adewole SO, Ojewole JA. Protective effects of Annona muricata Linn. (Annonaceae) leaf aqueous extract on serum lipid profiles and oxidative stress in hepatocytes of streptozotocin-treated diabetic rats. Afr J Tradit Complement Altern Med. 2008 Oct 25;6(1):30-41. doi: 10.4314/ajtcam.v6i1.57071. PMID: 20162039; PMCID: PMC2816529.

9 https://biomedpharmajournal.org/vol10no3/comparison-effectiveness-of-antidiabetic-activity-extract-herbal-mixture-of-soursop-leaves-annona-muricata-bay-leaves-syzygium-polyanthum-and-pegagan-leaves-centella-asiatica/

10 https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/22950673/ Nwokocha CR, Owu DU, Gordon A, Thaxter K, McCalla G, Ozolua RI, Young L. Possible mechanisms of action of the hypotensive effect of Annona muricata (soursop) in normotensive Sprague-Dawley rats. Pharm Biol. 2012 Nov;50(11):1436-41. doi: 10.3109/13880209.2012.684690. Epub 2012 Sep 11. PMID: 22950673.

11 https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/26788368/ Adefegha SA, Oyeleye SI, Oboh G. Distribution of Phenolic Contents, Antidiabetic Potentials, Antihypertensive Properties, and Antioxidative Effects of Soursop (Annona muricata L.) Fruit Parts In Vitro. Biochem Res Int. 2015;2015:347673. doi: 10.1155/2015/347673. Epub 2015 Dec 15. PMID: 26788368; PMCID: PMC4693006.

12 https://www.unotv.com/noticias/estados/campeche/detalle/orale-uacam-pomada-hojas-guanabana-quita-dolor-170916/

13 https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/28256049/ Oliveira AP, Sá I, Pereira DM, Gonçalves RF, Andrade PB, Valentão P. Exploratory Studies on the in Vitro Anti-inflammatory Potential of Two Herbal Teas (Annona muricata L. and Jasminum grandiflorum L.), and Relation with Their Phenolic Composition. Chem Biodivers. 2017 Jun;14(6). doi: 10.1002/cbdv.201700002. Epub 2017 Apr 26. PMID: 28256049.

14 https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/20559502/ de Sousa OV, Vieira GD, de Jesus R G de Pinho J, Yamamoto CH, Alves MS. Antinociceptive and anti-inflammatory activities of the ethanol extract of Annona muricata L. leaves in animal models. Int J Mol Sci. 2010 May 6;11(5):2067-78. doi: 10.3390/ijms11052067. PMID: 20559502; PMCID: PMC2885094.

15 https://sisbib.unmsm.edu.pe/bvrevistas/ciencia/v14_n2/pdf/a06v14n2.pdf

16 http://dosen.univpancasila.ac.id/dosenfile/2007211054150500915710September2017.pdf

17 https://www.imedpub.com/articles/anticholestasis-and-antisinusoidal-congestion-properties-of-aqueous-extract-of-iannona-muricatai-stem-bark-following-acetaminophen.php?aid=11608

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19 Arthur FK, Woode E, Terlabi EO, Larbie C. Evaluation of hepatoprotective effect of aqueous extract of Annona muricata (Linn.) leaf against carbon tetrachloride and acetaminophen-induced liver damage. J Nat Pharm 2012;3:25-30.Source of Suppor

20 Medicamentos Indigenas, Gerónimo Pompa; Fundación Editorial El perro y la rana, 2007

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