Durian

Durian Fruit

Durian: un frutto peculiare

Il durian è sicuramente tra i frutti più particolari ed insoliti esistenti al mondo. Questo si deve non solo al suo aspetto ed al suo sapore, ma anche al suo caratteristico odore – considerato dalle autorità di certi paesi sgradevole a tal punto da proibirne il trasporto nei mezzi pubblici.

La storia del Durian

Si ritiene che il durian provenga dalla regione del Borneo e di Sumatra. Questo curioso frutto cresceva spontaneamente lungo la penisola malese, ed era comunemente coltivato in una vasta regione dall’India alla Nuova Guinea. 400 anni fa, veniva commerciato attraverso l’attuale Birmania, ed era attivamente coltivato soprattutto in Tailandia e nel Vietnam del Sud.

Investigando la storia del durian, scopro che c’è un legame tra il “re dei frutti” (così viene chiamato in vari paesi asiatici) e la guanabana. Nelle prime fasi dello studio tassonomico del durian, veniva fatta una certa confusione tra quest’ultimo e la guanabana, e questo era dovuto al loro aspetto esteriore, in ambi i casi verde e spinoso. Fa pensare il fatto che in malese la guanabana venga chiamata durian belanda (belanda: olandese).

Nel Sud-est asiatico il durian è piuttosto comune e molto apprezzato, nei mercati locali di paesi come la Tailandia e la Malesia possiamo trovare diverse varietà di questo frutto: considera che esistono tra le 20 e le 30 specie di alberi appartenenti al genere durio e che almeno 8 di queste producono frutti commestibili. Ciononostante, se volessi provare un durian in Italia o in qualsiasi altro paese diverso da quelli in cui viene coltivato per il consumo, l’unica varietà che troverai è quella del Durio zibethinus – l’unica ad essere commercializzata per l’esportazione internazionale.

Il Durian puzza?

Se la gradevolezza del sapore del durian può considerarsi una questione soggettiva, la sgradevolezza del suo odore invece sembrerebbe essere un dato oggettivo e scientificamente provato. Ciò non toglie che per chi è cresciuto in mezzo ai durian il suo odore magari non risulterà poi così terribile, ma non si può negare comunque che sia un odore molto pungente ed acre. Per descriverlo è stato associato veramente a tantissime cose tra cui cipolle, carne in decomposizione, formaggio puzzolente, benzina..

Richard Sterling, scrittore che si occupa tra le altre cose di gastronomia e uno dei principali operatori della “letteratura del gusto”, descrive l’odore del durian come “trementina e cipolle, guarnito con un calzino da ginnastica”.

Ma qual’è la spiegazione scientifica all’odore del durian?

Grazie a un progetto singaporiano finanziato dai “fellow durian lovers” – appassionati di durian che hanno preferito restare anonimi – è stato sequenziato il genoma del Musang King, una varietà particolarmente pregiata di durian, ed è stato scoperto che questo frutto ha circa 46000 geni – circa il doppio del genoma umano. Ed è un gruppo di geni noti come “metonina gamma liasi” (MGL), presenti nel durian, che regola i composti volatili dello zolfo (VSC), il responsabile dell’odore. Questi composti volatili si attivano maggiormente con la maturazione del frutto.

Uno studio1 sui composti aromatici del durian ha trovato 44 composti attivi, tra cui alcuni che contribuiscono ad odori associabili alla puzzola, al caramello, alle uova marce e al condimento per zuppa, come ad esempio lo zolfo – sostanza nota per l’odore poco gradevole, contenuto anche nei cavoli – l’Etil-2S-2-methylbutanato, l’Etil cinnamato, l’1-ethylsulfanyl etantiolo, il 3-methylbut-2-ene-1-tiolo ed il solfuro di idrogeno (responsabile del tipico forte odore associabile alle uova marce).

Insomma, il durian ha un odore terribile perché è composto da un mucchio di altri odori.

Che sapore ha il durian?

Se descrivere il sapore di un frutto è sempre qualcosa di complesso e soggettivo, per quanto riguarda il durian questa complessità e soggettività arriva all’ennesima potenza, perché il mix di sapori che riesce a ricordare “il re dei frutti” è davvero impressionante. Ma farò un premessa. Anzi due.

La prima, esistono tantissime varietà di durian. E mica hanno tutte lo stesso sapore, anzi. E nemmeno la stessa consistenza, per la cronaca. Se quest’ultima può variare da più cremosa a più burrosa a più appiccicosa, il sapore fluttua dal più dolce, all’agrodolce, al “floreale” e in tutto ciò in mezzo troviamo esemplari dove si percepirà di più un sapore di formaggio stagionato, o di formaggio cremoso, o di crema all’uovo, oppure di cipolle caramellate, ecc. Insomma un bel casino. Esperti raccomandano per il palato “forestiero” le varietà arancillo, Kob White e Durio graveolens, che nonostante il nome, sembrerebbe essere quello che puzza meno in assoluto.

La seconda è: non fidarti di tutti quelli che ti dicono che è assolutamente disgustoso. Ma non perché non lo possa essere per qualcuno – io trovo i funghi assolutamente disgustosi e c’è chi li adora – bensì perché potrebbero essere stati un po’ “polletti” all’atto di comprarli. Cioè, voglio dire, magari non è colpa loro, però è un dato di fatto che nei paesi di origine di questo frutto è difficile camuffarsi per uno o una del posto e chiedere in perfetto malese, indonesiano, filippino “vorrei un durian, dammene uno buono eh!” come magari fai al mercato coi cocomeri. E quindi qualche venditore a cui non sei troppo simpatico/a a primo acchito o semplicemente un po’ furbarello – pur sempre di venditore si tratta – potrebbe pensare “ma tanto questo che ci capisce, gli farà schifo uguale, quindi gli do il durian più schifoso, così non mi rimane invenduto” e ta-dam! Ecco che avrai provato il durian più schifoso della bancarella e che, traumatizzato e disgustato dirai a tutti che il durian è la cosa più ripugnante che esiste sulla faccia della terra. Già l’odore non aiuta, figurati se ne provi uno andato a male. Per carità..

Ok dopo queste lunghe premesse non mi resta che parlarvi di questo famoso sapore. E allora vi faccio una breve e sicuramente incompleta lista di sapori riscontrati nel durian:

Latte aromatizzato al cocco, cipolle e aglio;

Maiale con cipolla e un tocco di aglio e formaggio;

Formaggio brie e crema pasticcera;

Crema pasticcera con un mix di mandorle, formaggio, aglio, alcool;

Aglio triturato e caramello affogati nella panna montata;

Crema alla vaniglia con mandorla, caramello e un tocco di cipolla dolce e mango;

Caffè al caramello con nuance fruttate e di cioccolato, alcool, formaggio;

Melone maturo con sentori di noce, mandorla, formaggio stagionato, zucca, caffè, caramello e papaia..

Vado avanti?

Chiunque l’abbia provato ha una sua descrizione personale, cosa che trovo sinceramente molto affascinante, quindi non ti resta che sfidare il puzzo e provarne uno, in modo da tirare fuori la tua combinazione personale di sapori:)

E poi fammi sapere, magari vale la pena di essere citata!

Come si mangia il durian?

Una volta entrato/a in possesso di un durian, vorrai sapere come si mangia, giustamente. Bene, sappi che essendo un frutto grande e grosso e spinoso, richiede un certo “know-how”, voglio dire, non pensare che mangiare “il re dei frutti” sia semplice semplice come mordere una mela, sennò che re sarebbe?

Come si apre il durian?

Bene, ti sorprenderà sapere che uno dei metodi utilizzati per aprire il durian, consiste nel farci pressione con un piede (non dimenticare le scarpe però, a meno che tu non abbia delle tendenze al masochismo o che ti piaccia fare cose come camminare sui carboni ardenti), senza esagerare – se il frutto è al punto di di maturazione giusto la scorza si romperà facilmente e appena creata l’apertura, potrai metterlo su un tavolo ed aprirlo con le mani.

Personalmente ti consiglio di utilizzare dei guanti, anche se comunque sei libero/a di non farlo. Facendolo, eviterai che le tue belle manine rimangano impregnate della famosa essenza che sprigiona il durian, essenza la cui potenziale durata di permanenza sulla pelle farebbe invidia a Chanel, e inoltre, eviterai di farti male con la sua buccia spinosa.

Ora ti starai chiedendo: ma montarci sopra, è l’unico modo per provocare l’apertura del durian?

Ebbene no! Puoi pure ricorrere al classico metodo del coltello. Ti consiglio di sceglierne uno ben affilato e lungo, insomma se ti trovi in un ostello di fortuna e l’unico coltello disponibile rimasto è quello per spalmare il burro, lascia stare. Con quelli a malapena ci affetti una banana.

Ok, una volta trovato il coltello adatto, procedi facendo un taglio profondo (mezzo centimetro circa) e lungo, quanto lungo dipende da quanto grande è il tuo durian, ma comunque orientativamente tra i 16 e i 25 cm. Ora, per fare le cose ancora meglio, prima di infilzare il coltello aguzza bene l’occhio e osserva attentamente il frutto: vedrai nella buccia delle specie di cuciture naturali, dall’aspetto di valli tra monticelli spinosi allungati (come mi sento poetica..). Ecco, se il taglio lo realizzerai seguendo una di queste cuciture, sarà tutto più facile.

Realizzata l’incisione, fai leva sulla buccia con le dita per liberare una delle sezioni di frutto.

All’interno del baccello vedrai come degli scomparti interni contenenti cuscini di polpa di durian, quelli sono gli arilli. Gli arilli del durian hanno la forma di enormi fagioli con una polpa liscia, e possono variare di colore dal bianco panna al rosso acceso, passando per il giallo e l’arancione, dipendendo dalla varietà.

Dentro ad ogni arillo di polpa, vedrai un grande seme, per cui dentro ad un grosso durian troverai più semi: mettili da parte perché se li cuoci (tostandoli o bollendoli) diventano commestibili e possono essere utilizzati per dare una componente amidacea ad eventuali ricette a base di durian, nel caso tu voglia prodigarti in preparazioni culinarie esotiche e peculiari. Non si butta via niente! Bugia, la buccia si butta, però non sottovaluterei riutilizzarla come arma, tra il puzzo e gli spunzoni.. però no, fai finta che questo suggerimento non te l’abbia mai dato, altrimenti qualcuno mi denuncia per incitazione alla violenza (ma comunque sto scherzando, non è così “assassina” la buccia del durian. Però..).

Bene, ora che hai da parte la polpa priva di semi e di buccia, non ti resta che addentare il re dei frutti, in genere si mangia con le mani e probabilmente mangiarlo con forchetta e coltello potrebbe apparire come un eccesso di “regalità”, ma la scelta e tua!


La pianta del durian

Come prima cosa inquadriamo botanicamente la pianta del durian: appartiene alla famiglia delle bombacaceae, una famiglia che al suo interno comprende anche i baobab (adansonia), la pachira aquatica (castagna di malabar), gli alberi bottiglia sudamericani (ceiba) come ad esempio la ceiba speciosa, la pseudobombax ellipticum – chiamata in inglese “shaving brush tree” cioè albero del filo interdentale, la balsa (ochroma pyramidale) e tanti altri.

Se ti piace la botanica ti consiglio di provare a cercare su internet immagini di queste piante, noterai come sono in un certo senso eccentriche, originali, o per il tronco o per i frutti, o per i fiori, e alcune anche nel nome: insomma sono veramente degne di essere parenti del durian, il durian non potrebbe mai essere parente di un semplice albero di thuja ..con tutto il rispetto per gli alberi di thuja che trovo bellissimi, e che comunque non ci tengono proprio ad essere imparentati con il durian (o forse sì? Ok sto delirando, scusa!).

Varietà di durian

Tornando alle cose serie, come ho accennato qui, esistono molte varietà di durian. Sembrerebbe che siano 27, io preferisco dirti che sono almeno 27, perché ogni tanto succede che i botanici ne tirano fuori una nuova, ma poi, dopo accesi dibattiti, decidono che in realtà questa varietà nuova non esiste e che quello che pensavano fosse diverso, in realtà appartiene a un durio già conosciuto. Eh già. Un esempio? Il durio sumatranus, un presunto nuovo tipo di durian sul quale i suddetti botanici hanno dibattuto per anni prima di decidere che in realtà altro non era che il durio lowianus, specie già riconosciuta.

Di queste 27 varietà ce ne sono 11 che contengono una ricca polpa, e 16 che, pur essendo commestibili, non contengono molto dentro al frutto oltre ai semi.

Di seguito un elenco delle varietà:

1. Durio zibethinus

2. Durio kutejensis

3. Durio graveolens

4. Durio oxleyanus

5. Durio dulcis

6. Durio testudinarum

7. Durio kinabaluensis

8. Durio grandiflorus

9. Durio lowanius

10. Durio wyatt-smithii

11. Durio mansoni

12. Durio acutifolius

13. Durio excelsus

14. Durio griffithi

15. Durio purpureus

16. Durio lanceolatus

17. Durio lissocarpus

18. Durio carinatus

19. Durio crassipes

20. Durio affinis

21. Durio beccarianus

22. Durio oblongus

23. Durio macrophylus

24. Durio macrolepsis

25. Durio singaporensis

26. Durio malaccensis

27. Durio pinangianus

I primi 11 sono quelli commestibili, tecnicamente anche gli altri lo sono, ma come detto prima, c’è ben poco da mangiare. Molti di questi durian sono unicamente trovabili nella natura incontaminata, e non sono coltivati a grande scala, tra tutti i paesi del sud-est asiatico quello dove troverete più durian immersi nel verde, è il Brunei.

Ora starai pensando “ammazza, che casino, tutti sti durian!”, bene, tieniti forte perché questo non è nulla rispetto all’informazione che sto per darti, con la quale ti sentirai pure più in confusione di prima, ti chiedo scusa in anticipo ma sappi che anche io mi sono sentita come te..

Finora ho parlato di varietà di durian. E ho detto che sono circa 27. Bene. Ho parlato di varietà. Non ho parlato però dei cosiddetti cultivar.

Eh lo so, io pure pensavo che fosse una parola scritta male la prima volta che me la sono trovata tra i piedi, anzi, siccome in spagnolo “coltivare” si dice proprio cultivar il caos è imperversato nella mia testa. Ma poi ho subito compreso che era molto più facile di quello che pensassi.

Praticamente cultivar sta per culti (vated) var (iety), cioè, dall’inglese, “varietà coltivata”. Si tratta insomma di una varietà di pianta coltivata ottenuta con il miglioramento genetico, il che non significa che stiamo parlando di agricoltura transgenica, bensì di incroci realizzati a partire da varietà normalmente presenti in natura, per esaltare o ridurre alcune caratteristiche particolari.

Quindi, quelle 27 varietà di durian elencate sopra sono particolari tipi genetici che si sono selezionati e propagati spontaneamente costituendo una specie selvatica. Invece i cultivar sono varietà esistenti per incroci realizzati dall’uomo e non è corretto definirli “varietà”, anche se viene impropriamente fatto in certi casi.

Bene, vuoi sapere quanti sono i cultivar di durian?

Tanti. Troppi per essere elencati qui, ti dico solo che in Tailandia ne esistono più di 200. Solo in Tailandia.

Hanno sigle come D24, D99, D169.. e alle sigle si affiancano anche dei nomi, ad esempio i tre cultivar che ho citato sopra, tra i più richiesti, si chiamano rispettivamente “sultan”, “rana”, “bottone d’oro”.. e ti starai chiedendo, ma come mai esistono tutti questi cultivar?

Beh, il durian è un frutto apprezzatissimo nel sudest asiatico e spesso questi ibridi cercano di esaltare alcuni sapori particolarmente graditi riscontrabili nel durian, e ridurre alcuni odori, almeno parzialmente. Ovviamente maggiore successo riscuote uno di questi incroci, maggiore sarà il suo prezzo nel mercato, il durian più caro in assoluto è il Musan King, una versione migliorata del D24 diffusa soprattutto in Malesia e a Singapore.

Insomma, tra varietà e ibridi, sono sicura che troverai il durian adatto a te, ma a meno che non sia proprio quello più comune – il durio zibethinus – questo sarà possibile unicamente realizzando un viaggio nei paesi dove vengono coltivati, e c’è chi dice che assaggiare “il re dei frutti” vale la pena un viaggio così! L’esploratore Gallese Alfred Russel Wallace, nel 1856 scrisse proprio (dopo aver descritto accuratamente le sue impressioni personali riguardo al frutto, decantandolo assai) “in definitiva mangiare i durian è una nuova sensazione che merita un viaggio in Oriente”. Capito?

Un dato curioso che riguarda proprio il poc’anzi menzionato durio zibethinus, cioè il durian più popolare e diffuso al mondo, è che la parola zibethinus riscontri le proprie origini proprio nell’italiano, precisamente dalla parola “zibetto”, un simpatico animaletto dotato di ghiandole perianali che secernono una sostanza assai profumata, almeno per loro deve essere piacevole visto che la emettono per scambiarsi informazioni, ma per noi umani non può che definirsi una tremenda puzza, a quanto pare associabile all’odore del durian (non ho mai odorato questa sostanza emessa dagli zibetti quindi non posso pronunciarmi..).

Restando sul discorso etimologico, mi sono resa conto che ancora non ti ho detto da dove viene la parola “durian”, e rimedierò immediatamente a questa lacuna. Durian viene dal malese dūrī, cioè “spina”, ed il suo nome deriva chiaramente dal suo aspetto esteriore, essendo la buccia tutta coperta di spine.

Bene, il nome deriva dal malese, la pianta è originaria del Borneo, eppure il paese dove si coltiva più a scopo commerciale è la Tailandia, ed in particolare, la provincia Chanthaburi (circa la metà della produzione totale del paese avviene qui).

Comunque, anche in Malesia, Vietnam, Brunei, Indonesia e Filippine si coltivano durian a grande scala, mentre al di fuori del sud-est asiatico esiste un numero limitato di colture nel nord dell’Australia e nel sud dell’India, e se sei proprio fortunato/a potresti addirittura scovarne qualcuna in Giamaica, Honduras, Porto Rico, Trinidad e Hawaii.

Albero di durian

In condizioni ottimali, un albero di durian può crescere fino a diventare molto alto, grande e maestoso (un altro dei suoi aspetti per cui merita il titolo di “re dei frutti”!). Gli alberi adulti piantati a partire dal seme possono raggiungere fino a 50 metri di altezza, con un diametro del tronco di 120 cm, anche se sono più comuni dimensioni inferiori, dai 27 metri in su. La corteccia è marrone scuro ed il legno è tenero; i rami possono essere dritti o curvi, a seconda della varietà o cultivar e della quantità di esposizione alla luce del sole.

Le foglie sono sempreverdi, arrotondate alla base e appuntite all’apice, di colore verde scuro e dall’aspetto lucido sopra, sotto invece sono grigiastre o marrone-rossastre e pelosette.

I fiori di durian

I fiori di durian hanno normalmente cinque petali di forma rotonda, crescono in grappoli e possono crescere sia sui rami dell’albero, che direttamente sul tronco. Se crescono sui rami, saranno dei rami belli grossi, perché crescono solo su quelli che potranno poi sostenere il peso dei durian, non essendo questi ultimi proprio dei fruttini piccoli e leggeri come le ciliegie. Il colore di questi fiori può variare dal verde pallido al bianco all’avorio ed alcuni alberi di durian selvatici crescono una varietà di fiori rosso scuro. Se ti incuriosisce vedere un albero di durian in fiore, sappi che dovrai beccare il periodo giusto, in quanto la fioritura avviene solamente due volte all’anno, una in primavera e una in autunno.

E l’odore? Fa onore al frutto? Beh, non saprei che dirti. Non ho annusato mai un fiore di durian, ma ho fatto delle ricerche in merito e spesso l’ho trovato associato all’odore del latte inacidito, ma altre volte parlano di miele intenso e panna, in ogni caso ti direi che si tratta di qualcosa di associabile al latte.

E così terribile non può essere, visto che è stato addirittura creato un profumo ispirato alla fragranza di questo fiore. Ebbene sì. L’inventore è un certo Lim Kok Leon, un coltivatore veterano di durian, di nazionalità malese, il quale si è autoproclamato “re del durian”. Io sono convinta che questo “Durian Flower Perfume” creato da lui sia comunque meglio del “Burger King Body Spray” o del “Secretions Magnifique – Blood, Semen and Spit”, “profumi” che esistono veramente sul mercato che tu ci creda o no, anzi io penso che piuttosto che spruzzarmi addosso uno di quelli mi cospargerei di polpa di durian..

Ma ci sono altre sorprese riguardanti questi simpatici fiori. Infatti, come i fiori di zucca, si possono mangiare ed utilizzare nella preparazione di diversi manicaretti! Lo so, già stai fantasticando con un fiore di durian alla romana, ripieno di acciughe e mozzarella, anzi sto dando un’ideona stupenda agli appassionati di cibo fusion perché ad oggi non credo esista (non saprei se sarebbe effettivamente buono eh).. fantasticherie a parte, li troverai in preparazioni tipiche dei paesi del sud-est asiatico (giustamente), come ad esempio nel sambal belacan, piatto tradizionale malese a base di peperoncini, pasta di gamberi, lime e zucchero.

Comunque in generale, se te li trovassi tra le mani e ti prendesse la voglia di utilizzarli in cucina, sappi che i fiori di durian sono più adatti per essere consumati cotti – fritti o scottati – e solo i petali e gli stami vengono consumati. Prima della cottura, il polline dovrebbe essere pulito dagli stami perché può portare un sapore amaro, e i fiori dovrebbero essere leggermente lavati. I petali e gli stami possono poi essere leggermente sbollentati e mescolati con del curry, fritti con altre verdure, gettati in fresche insalate verdi, insomma puoi sperimentare varie preparazioni. Oltre ad essere utilizzati spesso nella preparazione del sambal belacan, di cui ti ho parlato poc’anzi, spesso vengono sbollentati e serviti con salse piccanti e riso bianco. Si abbinano bene con gamberi, maiale, tempura, latte di cocco, cetrioli, okra, fagioli lunghi, galanga, citronella, pomodori, aglio, lime e polvere di curry. Sappi inoltre che diventano rapidamente marroni dopo essere caduti dall’albero e dovrebbero essere usati immediatamente per gustare al massimo del loro sapore. Una volta sbollentati, i petali e gli stami si conservano per 3-5 giorni al freddo, e non vanno assolutamente congelati.

Bene. Dopo questa parentesi culinaria non mi resta che parlarti di come coltivare il durian.

Innanzitutto ci devono essere le condizioni giuste. Si tratta di un frutto tropicale, per cui potrai immaginare che la sua resistenza al freddo è limitata: la temperatura ideale non può scendere sotto i 22° ma può resistere picchi di calore fino a 46°. Gli alberi possono sopravvivere a dei freddi occasionali di massimo 10°, ma potrebbero comunque perdere le foglie. Insomma, in Italia, la vedo un po’ difficile, sinceramente, ma magari con una super serra..

Per quanto riguarda l’altitudine, esistono piantagioni di durian a 800 metri sopra il livello del mare ma tendenzialmente è preferibile non superare i 300 metri.

Un altro punto fondamentale è l’acqua.

Gli alberi di durian hanno bisogno di abbondanti precipitazioni, o di un’irrigazione equivalente. Nella maggior parte delle zone dell’Asia in cui vengono coltivati, le precipitazioni medie annuali sono superiori a 2000 mm. Storicamente, però, i migliori siti di produzione si sono sviluppati in aree con precipitazioni medie annuali di 3000 mm o più, ben distribuite durante l’anno. Ciononostante anche le zone più aride possono produrre buoni raccolti con un’adeguata irrigazione. In India, gli alberi di durian sono spesso piantati lungo le rive dei corsi d’acqua, dove le radici possono raggiungerla. Mentre invece andrebbe evitata la vicinanza con il mare o l’oceano, non avendo queste piante quasi nessuna tolleranza per la salinità del suolo.
Gli alberi di durian amano l’umidità, non possono sopportare più di 3 mesi di siccità senza subire danni irreversibili. Tuttavia, in luoghi abbastanza vicini all’equatore (come la Malesia), sono necessarie tre o quattro settimane di clima secco e le radici devono rimanere relativamente asciutte per provocare la fioritura dell’albero. Senza un periodo di siccità sufficiente, non ci saranno frutti in quella stagione. Più lontano dall’equatore, ai margini dei tropici (come nelle Hawaii, dove sono stati piantati dei durian) dove i modelli climatici iniziano ad assomigliare in qualche modo alle quattro stagioni delle regioni temperate, questo periodo secco non è indispensabile, e la fioritura è influenzata più dalla lunghezza del giorno e dalla temperatura stagionale.

Quindi ricapitolando: clima caldo/umido con temperature che non scendono mai sotto ai 10 gradi, altitudine non oltre gli 800 metri sopra il livello del mare ed abbondanti precipitazioni. Ah e poi un’altra cosa importante: lo spazio. Essendo alberi belli grossi non ti consiglio di piantarlo, per esempio, attaccato alla tua casa, visto che con una folata di vento importante potrebbe sfondarti il tetto (è realmente successo).

Ok, se tutte queste condizioni sono presenti dove vivi o pensi di poterti inventare qualcosa di sufficientemente ingegnoso per crearle, allora puoi pure lanciarti nell’avventura di crescere un durian.

Sappi che è raccomandabile piantarli vicino ad altre piante, perché soprattutto nei primi anni di vita gli alberelli di durian hanno bisogno di ombra per sopravvivere, ed il sole troppo potente potrebbe danneggiarli: potresti per esempio coltivarli accanto (a circa 3×3 metri di distanza) a degli alberi di papaya e di banana, oppure accanto a piante azotofissatrici a crescita rapida, come ad esempio l’acacia.

Puoi farlo sia da seme che da innesto, è importante però che se scegli di farlo da seme devi farlo entro pochi giorni dall’ottenimento di quest’ultimo, l’ideale è prendere il seme appena hai finito di mangiare il frutto: questo lo dico perché sono semi poco resistenti alle intemperie ed infatti quando li vendono sono spesso molto cari perché conservati in maniera speciale.

Quindi fai una bella scorpacciata di durian, pregusta ciò che potrebbe crescere nel tuo giardino (tra 7-10 anni, eh già questi sono i tempi di crescita.. ma se avrai pazienza vedrai che ne varrà la pena!), scegli il punto ideale (sufficientemente ombreggiato come raccomandato poc’anzi) e scava un metro e mezzo di terra. Ti raccomando di mescolare alla terra del compost in modo da creare una miscela di 1 parte di terra e 1 parte di compost, tra l’altro può esserti utile misurare il ph del terreno per capire come puoi eventualmente arricchirlo in caso questo non corrispondesse a 6.0-7-0.

Metti ora il tuo seme di durian sopra la terra e senza seppellirlo, spingilo leggermente verso il basso in modo che rimanga nel terreno con la maggior parte del seme visibile. Il seme germoglierà e si attaccherà al terreno entro un paio di giorni. I semi di durian possono essere piantati immediatamente dopo averli estratti dal frutto senza bisogno di un periodo di germinazione, di solito è dopo un giorno o due che il seme di durian si attacca al terreno. Ovviamente tutto ciò vale se decidi di piantarlo fuori. Se decidi di piantarlo in casa (ma fallo solamente se hai dove spostare la pianta poi) puoi facilitare il processo facendo germinare i semi con il classico metodo della condensa di cui ho parlato qui.

Mi raccomando, stacca quotidianamente le erbacce che potrebbero spuntare intorno alla pianta, perché a queste simpaticone piace rubare tutta l’acqua e le sostanze nutritive dal terreno, lasciando il povero durian affamato e triste. Triste non lo so, ma tu non saresti triste se ti rubassero tutto il tuo cibo? Ecco..

Ora starai pensando che ti sto consigliando di gettare diserbanti e robaccia, invece no, nella maniera più assoluta. Puoi usare tranquillamente le tue manine per estirparle, facendolo con gentilezza in modo da non interrompere le radici del durian, poiché sono molto delicate all’inizio delle loro fasi di crescita.

Dopodiché non ti resta che attendere, non proprio poco, cioè dipende, si stima che potrebbero passare dai 4 ai 10 anni prima di vedere i primi frutti.. è estremamente variabile, ma proprio per questa possibile lentezza vengono preferite le coltivazioni da innesto spesso, anche per essere sicuri della varietà o del cultivar che cresceranno.

Come coltivare il durian in casa


Se vuoi cimentarti nella coltivazione casareccia di durian, ti conviene farlo partendo da semi germogliati. Prima di iniziare a far germogliare i semi però, assicurati di avere un vaso della misura giusta per il tuo albero. Il vaso deve essere profondo almeno 19 litri e dovresti mettere uno strato di ghiaia sul fondo per un corretto drenaggio. Il terreno ideale che ci andrai a mettere dovrebbe essere una miscela di una parte di terra ed una parte di compost organico – questa miscela ti assicurerà un terreno ben drenante, il che eviterà che l’acqua rimanga ferma e che le radici delle piantine marciscano o anneghino.

E adesso ti spiego come ottenere questi semi germogliati: immergi un pezzo di tovagliolo di carta e mettilo in un sacchetto di plastica ermetico con i tuoi semi di durian. Sigilla il sacchetto in modo che si sviluppi la condensa per aiutare il seme a svilupparsi più velocemente e mettilo in una zona con almeno 4-6 ore di sole al giorno in modo che il sacchetto si riscaldi, accelerando il processo.
In circa 4-5 giorni dovresti vedere apparire delle radici che assomigliano a piccoli viticci gialli. Una volta che la radice è apparsa, il seme è pronto per essere piantato. Mettilo direttamente sopra un vaso riempito di terra e compost. Come per piantare un seme all’esterno, basta spingerlo delicatamente nel terreno in modo che sia ancora visibile, le sue radici si aggrapperanno al terreno.


Una cosa da tenere in mente su come coltivare il durian è che è una pianta assetata, e in casa non riceverà pioggia (spero, se non hai tanti buchi sul tetto..) per cui dovrai dare alla tua pianta tra i 4 ed i 6 litri di acqua ogni giorno! Quando sarà diventato già un bell’albero ed inizierà a dare frutti, ne avrà bisogno di una quantità ancora maggiore, circa 6-8 litri diari.

Assicurati inoltre di mantenere la stanza in cui si trova la pianta a una temperatura di circa 23-28 gradi e di tappezzarla di poster di altri durian per farla sentire in compagnia. Ok questo è un mio delirio, però sulla temperatura fai davvero attenzione perché se dentro casa tua fanno 16 gradi non è il caso!

Bene, attendi ora fiduciosamente e pazientemente i primi durian, che tarderanno almeno 7 anni, quindi diciamo che avrai tempo per capire dove piazzare l’alberello che nel frattempo diventerà un albero a tutti gli effetti di anche 50 metri di altezza, per cui io ti consiglio di capirlo per tempo a meno che tu non voglia avere dei rami che ti perforano il tetto o magari che arrivano dentro casa degli inquilini del piano di sopra, sicuramente un’ottima vendetta in caso costoro siano di quelli che spostano i mobili alle 4 di notte con i tacchi a spillo, però potrebbe costarti lo sfratto e poi come fai a portarti dietro il durian?

Dove acquistare il durian?

Reperire durian freschi in Italia non è proprio un compito semplicissimo. Sicuramente non lo troverai dal fruttivendolo o al supermercato – ça va sans dire – ma anche trovarlo in un mercato di frutta esotica non sarà facile: infatti, per via dell’odore peculiare, questi frutti non vengono venduti a meno che non venga fatta un’ordinazione previa.

Il prezzo del durian

C’è poi l’opzione internet, dove più facilmente potrai trovare questo frutto: occhio che i prezzi sono piuttosto elevati, circa 40 euro al kg.

E poi, sempre su internet o su alcuni negozi etnici, potrai trovare la polpa congelata o magari delle chips disidratate: un buon compromesso se vuoi toglierti la curiosità di assaggiare il durian fuori dai suoi paesi di produzione senza spendere un patrimonio.

Bibliografia

1: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/23088286/ Li JX, Schieberle P, Steinhaus M. Characterization of the major odor-active compounds in Thai durian ( Durio zibethinus L. ‘Monthong’) by aroma extract dilution analysis and headspace gas chromatography-olfactometry. J Agric Food Chem. 2012 Nov 14;60(45):11253-62. doi: 10.1021/jf303881k. Epub 2012 Nov 5. PMID: 23088286.

2Mohd Jamil Maah, Estimation of Antioxidant Phytochemicals in Four Different Varities of Durian (Durio zibethinus murray) Fruit. Middle East Journal of Scientific Research 6 (5): 465-471, 2010 ISNN 1990-9233. © IDOSI Publications, 2010

3https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/25172686/ Ho LH, Bhat R. Exploring the potential nutraceutical values of durian (Durio zibethinus L.) – an exotic tropical fruit. Food Chem. 2015 Feb 1;168:80-9. doi: 10.1016/j.foodchem.2014.07.020. Epub 2014 Jul 11. PMID: 25172686.

4https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6137565/ Husin, N. A., Rahman, S., Karunakaran, R., & Bhore, S. J. (2018). A review on the nutritional, medicinal, molecular and genome attributes of Durian (Durio zibethinus L.), the King of fruits in Malaysia. Bioinformation, 14(6), 265–270. https://doi.org/10.6026/97320630014265

5https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/17567034/ Haruenkit R, Poovarodom S, Leontowicz H, Leontowicz M, Sajewicz M, Kowalska T, Delgado-Licon E, Rocha-Guzmán NE, Gallegos-Infante JA, Trakhtenberg S, Gorinstein S. Comparative study of health properties and nutritional value of durian, mangosteen, and snake fruit: experiments in vitro and in vivo. J Agric Food Chem. 2007 Jul 11;55(14):5842-9. doi: 10.1021/jf070475a. Epub 2007 Jun 13. PMID: 17567034.

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