Chirimoya

chirimoya

La chirimoya è il frutto dell’annona cherimola, una pianta originaria dell’America Latina. Comunemente si crede che la sua provenienza risieda tra le zone andine del Perù e dell’Ecuador, ma alcuni studi recenti suggeriscono invece che questa pianta sia stata portata in Sudamerica in epoca precolombina e che sia nativa del Guatemala e delle Honduras, poiché in questi paesi si è riscontrata una maggiore varietà genetica. Anche se fosse così dobbiamo comunque riconoscere che il frutto deve essere arrivato nelle valli andine in tempi piuttosto antichi, già che esistono sculture rappresentanti la chirimoya che risalgono al 700-900 a.C.

Come si scrive cirimoia?

Facciamo però chiarezza su un punto, come si scrive correttamente il nome di questo frutto?

Chirimoya è la forma corretta in lingua spagnola, ed essendo questo frutto originario dell’America Latina ha senso utilizzare questa trascrizione.

La parola chirimoya ha origini etimologiche incerte: alcuni credono che provenga dal quechua (chiri: freddo; muyu: cosa rotonda oppure muya: orto, semi) ma un’analisi più approfondita svolta da alcuni studiosi come il linguista peruviano Rodolfo Cerrón-Palomino suggerisce che questa interpretazione sia forzata e che invece la parola chirimoya sia il risultato di distinti processi linguistici che coinvolgerebbero varie lingue del Perú antico (quechua, aimara e mochica).

Come si scrive cherimoya in italiano?

In italiano andrebbe scritto “cirimoia”, perché è la trascrizione corretta del nome di questo frutto nella nostra lingua. Nel nostro alfabeto infatti non esiste la Y e la C seguita da H (e seguita da E o I) si pronuncerebbe come una K. Ma, soprattutto quando ci si riferisce a qualcosa di esotico, si tende ad utilizzare la parola straniera invece di quella italiana, ed ecco perché sono comunque molto diffuse le trascrizioni straniere (chirimoya, cherimoya) o quelle “miste” come cirimoya – la quale ho curiosamente scoperto essere la più diffusa nelle ricerche web.

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Succo di chirimoya

Come si mangia la cirimoia?

Prima di aprire una cherimoya per mangiarla, assicurati che abbia raggiunto la piena maturazione. Ci tengo a dare questo consiglio perché la prima volta che ho comprato uno di questi frutti, in Brasile, l’ho tagliato a metà per poi scoprire che non era nemmeno lontanamente pronto per essere mangiato, la polpa era dura e non aveva affatto un buon sapore, insomma era totalmente acerbo ed avrei dovuto aspettare qualche giorno. Ti chiederai dunque come si fa a capire quando è maturo: è semplice, la buccia deve essere leggermente dorata/marroncina, ed al fare una leggera pressione al tatto, devi sentirla leggermente morbida, e non completamente dura. Se è dura e verde significa che è acerba e dovrai lasciarla maturare qualche giorno a temperatura ambiente.

Bene, dopo aver chiarito questo punto, vorrai sapere come si mangia. Niente di più semplice, basta tagliarla a metà e mangiarla aiutandoti con un cucchiaino, evitando di ingoiare i semi. Oppure tagliala a spicchi e mangiala direttamente con le mani, sempre sputando i semi o mettendoli da parte prima.

Se preferisci, o per variare, puoi frullarla con un po’ di acqua o latte ed ottenere così un gustoso succo, oppure puoi utilizzarla nella preparazione di dessert e dolci vari come la cheesecake di chirimoya o il suspiro limeño di cherimoya, è un frutto che si presta bene a varie ricette!

Che gusto ha il frutto della cherimoya?

Il gusto della cherimoya è descritto da alcuni come una combinazione di svariati frutti tropicali tra cui mango, papaya, ananas, banana.. alcuni parlano di una combinazione tra fragola e banana, ricorda in parte la guanabana – infatti appartengono alla stessa famiglia delle annonae ma quest’ultima risulta più acidula al palato, direi che ha un sapore leggermente più pungente, mentre la chirimoya è più dolce e delicata.

Ricette con la cherimoya

Cheesecake di cherimoya

Ingredienti:

Per la base:
1 tazza di biscotti semplici tipo oro saiwa o novellini, schiacciati.
1/3 di tazza di anacardi o noci brasiliane, tostate e macinate (possono essere sostituite con noci, mandorle o arachidi)
¼ di tazza di zucchero
6 cucchiai di burro, sciolto

Per il ripieno:
450 g di formaggio cremoso a temperatura ambiente.
400 g di latte condensato
1 ½ di tazza di polpa di chirimoya per la crema
il succo di 1 limone
1 cucchiaio (10 g) di colla di pesce o gelatina in polvere o 2 foglie di colla di pesce da 5 g ciascuna
1 ½ tazza di panna, leggermente montata

Per la salsa al cioccolato:
250 g di cioccolato fondente, tritato
1 ½ tazza di panna

Preparazione:

Per la base:
Mescola i biscotti con le noci macinate, lo zucchero e il burro fuso, amalgama bene finché non si sarà formato un impasto leggermente umido.
Disponi il composto ottenuto a ricoprire il fondo di uno stampo a cerniera da 24 cm, il quale avrai previamente ripassato leggermente con del burro. Mettilo in un forno preriscaldato a 200ºC e cuocilo per 10-15 minuti o fino a leggera doratura. Toglilo dal forno e fallo raffreddare completamente prima di riempire.

Per il ripieno:
Idratare la colla di pesce o la gelatina in 1/3 di tazza d’acqua per qualche minuto e sciogli a fuoco basso.
Ora sbatti il formaggio cremoso con il latte condensato fino ad ottenere un composto uniforme. Mescola la polpa di cherimoya con del succo di limone per evitare l’ossidazione e aggiungila al composto di formaggio e latte condensato.
Aggiungi la gelatina o colla sciolta (a temperatura ambiente) e mescola. Monta la panna fino a quando non si sarà leggermente addensata e aggiungila così al composto. Versa la crema ottenuta nello stampo preparato e metti il tutto in frigorifero per 4 ore circa.

Per la salsa di cioccolato:
Scalda la panna fino a poco prima dell’ebollizione. Togli dal fuoco e aggiungi il cioccolato tritato. Aspetta qualche minuto e mescola con un cucchiaio fino a quando tutto il cioccolato non si sarà sciolto.
Sforma ora la cheesecake e coprila con la salsa di cioccolato.

Per un tocco in più, puoi aggiungere una chirimoya tritata mescolata al succo di ½ limone, in maniera decorativa.

Suspiro limeño alla chirimoya

Il suspiro limeño è un dolce tipico peruviano la cui traduzione in italiano sarebbe “sospiro alla limeña (di Lima)”, e questo curioso nome lo deve allo scrittore peruviano José Gálvez Barrenechea il quale assaggiando per la prima volta questo dessert preparato da sua moglie Amparo Ayarez – esperta cuoca che inventò la ricetta – disse che era “soave e dolce come il sospiro di una donna”.

I frutti dalla polpa morbida come la chirimoya, si prestano particolarmente ad essere aggiunti alla preparazione per creare una versione più fresca e aromatica.

Ingredienti:

400ml di latte condensato
400ml di latte evaporato
3 uova, tuorli e albumi separati
1 tazza di polpa di chirimoya, schiacciata
1 tazza di zucchero bianco
1/4 di tazza di vino Porto
2 cucchiai d’acqua
1 cucchiaino di cannella in polvere

Preparazione:

In una casseruola dal fondo pesante, unisci il latte condensato e quello evaporato. Cuoci a fuoco medio-basso per circa 25 minuti, mescolando costantemente, fino ad ottenere una consistenza spessa e cremosa. Togli dal fuoco.
In una piccola ciotola unisci i tuorli d’uovo, aggiungi un mestolo di latte caldo e mescola, poi versa la miscela di tuorli nella pentola con la crema ancora calda di latte condensato e latte evaporato, e di nuovo mescola bene. A questo punto unisci al composto la polpa di chirimoya e lascia raffreddare il tutto a temperatura ambiente.
Nel frattempo prendi un’altra piccola casseruola, unisci lo zucchero, il vino ed i due cucchiai d’acqua. Porta questa miscela a ebollizione mescolando solamente fino a quando non si sarà sciolto lo zucchero, dopodiché lascialo bollire così com’è fino a raggiungere il punto, cioè, quando facendo cadere un po’ di sciroppo caldo da un cucchiaio si forma un filo molto sottile.
Occupati adesso della meringa, il cosiddetto “merengue italiano”: monta gli albumi a neve, e quando saranno ben compatti aggiungi lo sciroppo caldo molto lentamente, a filo. Continua a montare continuamente per dieci minuti, ossia fino a quando la meringa non sarà lucida e soda.
A questo punto versa una parte della crema alla chirimoya, che nel frattempo si sarà raffreddata, in bicchieri o coppe trasparenti, riempiendoli più o meno fino alla metà. Ricopri il resto del bicchiere con la meringa, utilizzando una sacca da pasticcere per un effetto più elegante. Infine cospargi di cannella in polvere e lascia raffreddare.
Servi il dessert a temperatura ambiente o freddo.

I benefici della chirimoya

Sotto la sua buccia verde, la chirimoya nasconde una polpa succosa e dolce piena di preziosi nutrienti.

Intanto consideriamo che è un alimento a bassa densità energetica: fornisce poche calorie in relazione al suo volume (172 per 200 grammi di polpa) e allo stesso tempo è molto nutriente, poiché vitamine e minerali sono altamente concentrati nella sua polpa.

Contiene abbondanti vitamine del gruppo B (Una chirimoya fornisce circa il 20% della vitamina B6 necessaria al giorno, e il 15% della B1 e B2) e vitamina C, così come buone quantità di potassio, calcio e ferro, e sebbene in proporzioni molto basse anche zinco, iodio, rame e manganese.


La composizione nutrizionale di questo frutto, così come il suo contenuto di specifici composti fitochimici, sono associati a una serie di benefici per la salute. Vediamo quali.

Sotto la sua buccia verde, la chirimoya nasconde una polpa succosa e dolce piena di preziosi nutrienti.
Contiene un 20% di carboidrati, principalmente glucosio e fruttosio che la rendono una buona fonte di energia: una chirimoya di 200 grammi fornisce 172 calorie.


Intanto consideriamo che è un alimento a bassa densità energetica: fornisce poche calorie in relazione al suo volume (172 per 200 grammi di polpa) e allo stesso tempo è molto nutriente, poiché vitamine e minerali sono altamente concentrati nella sua polpa. Contiene abbondanti vitamine del gruppo B (Una chirimoya fornisce circa il 20% della vitamina B6 necessaria al giorno, e il 15% della B1 e B2) e vitamina C, così come buone quantità di potassio, calcio e ferro, e sebbene in proporzioni molto basse anche zinco, iodio, rame e manganese.
La composizione nutrizionale di questo frutto, così come il suo contenuto di specifici composti fitochimici, sono associati a una serie di benefici per la salute.

Proprietà antidiabetiche

Secondo uno studio bangalese1, l’Annona Reticulata avrebbe notevoli proprietà antiiperglicemiche, il che significa che l’estratto di questa pianta risulta particolarmente utile nell’abbassamento del glucosio nel sangue. Questo dimostrerebbe un potenziale nel trattamento di pazienti affetti da diabete, anche se, non confondiamo l’estratto della pianta con il consumo del frutto.

Quest’ultimo ha un indice glicemico di 35 ed anche se il suo consumo moderato non rappresenta un rischio o un fattore determinante nell’aumento smisurato dei nivelli di zucchero nel sangue, è bene sempre non eccedere.

Uno studio cinese/malese2 ci da una conferma ulteriore delle proprietà antidiabetiche della chirimoya, oltre ad analizzarne altre come quella antiiperlipidemica, antiossidante ed antiinfiammatoria – prendendo in esame lo studio dei semi, con risultati soddisfacenti.

Per concludere, menziono un altro studio che dimostra come alcune frazioni bioattive di questa pianta, somministrate insieme all’insulina, riescano ad attenuare la neuropatia diabetica dolorosa inibendo lo stress ossidativo e la relativa cascata infiammatoria3.

La cherimoya abbassa il rischio di malattie cardiache

Essendo la cirimoya ricca di sostanze fitochimiche come tannini e flavonoidi, ed essendo inoltre ricca di potassio – questo frutto rappresenta un ottimo alleato della salute del cuore.

Infatti, i tannini sono collegati alla riduzione dei livelli di lipidi e della pressione sanguigna4, mentre i flavonoidi hanno una forte storia di riduzione del rischio di malattie cardiache5.

In aggiunta a questo, sappi che la chirimoya viene considerata un naturale regolatore della pressione arteriosa e la sua ricchezza in antiossidanti aiuta a controllare i livelli di colesterolo.

La chirimoya ha proprietà cicatrizzanti ed analgesiche

Topicamente, l’estratto di semi di chirimoya ha benefici per la guarigione delle ferite. Infatti, sembrerebbe accelerare la ricrescita delle cellule della pelle ed agevolare così una rigenerazione cutanea più rapida.

In uno studio6, alcuni ricercatori hanno mescolato l’estratto di semi di chirimoya (10 g) con l’estratto di semi d’uva (3 g), del ghee (4 g), del miele (2 g) e dell’olio di neem (2 g) per guarire le ferite ed hanno dimostrato che il potere curativo di questo composto nelle lesioni minori non è indifferente.


Inoltre, grazie alle proprietà antibatteriche di questa pianta, si avrà anche il beneficio di limitare le possibilità di infezione.

La chirimoia ha proprietà antibatteriche ed antiacneiche

Tra i vari benefici per la salute della cherimoya non possiamo non menzionare le sue proprietà antibatteriche. Secondo uno studio del Beni-Suef University Journal of Basic and Applied Sciences, gli estratti di cirimoya possono uccidere ceppi come Escherichia coli, Salmonella typhi e Staphylococcus aureus, ossia i batteri responsabili rispettivamente della diarrea, del tifo e della polmonite (tra le altre infezioni)7. Gli effetti sono così notevoli che sembrerebbe poter funzionare addirittura come antibiotico naturale8.

Grazie alla sua azione antibatterica si crede che la chirimoya possa anche funzionare come un’eccellente antiacneico, considerando che l’acne è spesso causata dall’accumulo di batteri nei pori. L’azione benefica di questa pianta aiuterebbe a rimuovere i batteri, rendendo meno probabili i breakout di acne e a curare anche le irritazioni esistenti.

La cherimoya ha un possibile potenziale anticancerigeno

I benefici per la salute della chirimoya includerebbero addirittura la prevenzione del cancro. Infatti questa pianta è piena di sostanze chimiche vegetali che sono anche antiossidanti, i quali possono combattere i radicali liberi e proteggere le cellule dai danni causati dai radicali liberi. Infatti, uno studio su Nutrition and Cancer sostiene che l’estratto di foglie di cirimoya sarebbe tossico per le cellule del cancro al seno. Ucciderebbe infatti queste cellule interrompendo la funzione dei mitocondri di queste – gli organelli responsabile della respirazione e dell’energia delle cellule9.

Bibliografia

1https://www.researchgate.net/publication/281591480_Antihyperglycemic_Studies_with_Methanol_Extract_of_Annona_reticulata_L_Annonaceae_and_Carissa_carandas_L_Apocynaceae_Leaves_in_Swiss_Albino_Mice

2https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31708869/ Wen W, Lin Y, Ti Z. Antidiabetic, Antihyperlipidemic, Antioxidant, Anti inflammatory Activities of Ethanolic Seed Extract of Annona reticulata L. in Streptozotocin Induced Diabetic Rats. Endocrinol (Lausanne). 2019 Oct 23;10:716. doi: 10.3389/fendo.2019.00716. PMID: 31708869; PMCID: PMC6819323.

3 https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/28381989/ Kandimalla R, Dash S, Kalita S, Choudhury B, Malampati S, Devi R, Ramanathan M, Talukdar NC, Kotoky J. Bioactive Fraction of Annona reticulata Bark (or) Ziziphus jujuba Root Bark along with Insulin Attenuates Painful Diabetic Neuropathy through Inhibiting NF-κB Inflammatory Cascade. Front Cell Neurosci. 2017 Mar 22;11:73. doi: 10.3389/fncel.2017.00073. PMID: 28381989; PMCID: PMC5361110.

4Chung, King-Thom, Tit Yee Wong, Cheng-I. Wei, Yao-Wen Huang, and Yuan Lin. “Tannins and human health: a review.” Critical reviews in food science and nutrition 38, no. 6 (1998): 421-464.

5Egert, Sarah, and Gerald Rimbach. “Which sources of flavonoids: complex diets or dietary supplements?.” Advances in Nutrition: An International Review Journal 2, no. 1 (2011): 8-14.

6 https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/26151026/ Jamkhande, Prasad G., and Amruta S. Wattamwar. “Annona reticulata Linn.(Bullock’s heart): Plant profile, phytochemistry and pharmacological properties.” Journal of traditional and complementary medicine 5, no. 3 (2015): 144-152.

7 https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/21674631/ Chavan, Machindra J., Dinesh R. Kolhe, Pravin S. Wakte, and Devanand B. Shinde. “Analgesic and Antiinflammatory Activity of Kaur‐16‐en‐19‐oic acid from Annona reticulata L. Bark.” Phytotherapy Research 26, no. 2 (2012): 273-276.

8 Jamkhande, Prasad G., Amruta S. Wattamwar, Sanjay S. Pekamwar, and Prakash G. Chandak. “Antioxidant, antimicrobial activity and in silico PASS prediction of Annona reticulata Linn. root extract.” Beni-Suef University Journal of Basic and Applied Sciences 3, no. 2 (2014): 140-148.

9Roham, Pratiksha H., Kiran R. Kharat, Priyanka Mungde, Mahadev A. Jadhav, and Surinder J. Makhija. “Induction of Mitochondria Mediated Apoptosis in Human Breast CaRoham, Pratiksha H., Kiran R. Kharat, Priyanka Mungde, Mahadev A. Jadhav, and Surinder J. Makhija. “Induction of Mitochondria Mediated Apoptosis in Human Breast Cancer Cells (T-47D) by Annona reticulata L. Leaves Methanolic Extracts.” Nutrition and cancer 68, no. 2 (2016): 305-311.

Differenze tra cherimoya e guanabana

La guanabana e la cherimoya vengono a volte confuse l’una con l’altra per via delle numerose somiglianze tra le due. Vediamo come distinguerle in quattro punti:

1. La loro famiglia.

Entrambe, sia la guanabana che la cherimoya, appartengono alla famiglia delle annonacee, ma non hanno lo stesso nome scientifico: la cherimoya si chiama annona cherimola e la guanabana annona muricata. La parola annona è una forma latina del nome vernacolare usato dai Taini (popolazione originaria dell’America Latina) per questa pianta, e cherimola anche è un adattamento dal quechua o da altre possibili lingue originarie da cui deriva la parola “cherimoya”. Invece, muricata è una parola tutta latina, femminile di muricatus che in italiano trova il suo corrispondente in “muricato”, e cioè “con superficie ricoperta da piccole escrescenze corte e puntute”.

2. Il loro aspetto.

Innanzitutto parliamo di due frutti di grandezza molto diversa: mentre la chirimoya ha più o meno le stesse dimensioni di un pompelmo, la guanabana è più grande, e può arrivare fino a 30 cm di lunghezza. Un’altra differenza sostanziale sta nella buccia: mentre la guanabana è ricoperta da punte o spine, la chirimoya è liscia, con una specie di “petali” che le danno una consistenza particolare. Entrambe sono verdi, ma quella guanabana ha una nuance più scura. Per quanto riguarda la polpa, entrambe sono bianche e cremose con semi neri relativamente grandi, ma quella della chirimoya è un po’ più compatta e la guanabana ha più semi in ogni frutto.

3. Il sapore.

Per quanto riguarda il sapore di questi frutti, la differenza principale consta nel fatto che la guanabana è più acida – pur rimanendo comunque dolce – mentre la chirimoya è nettamente più dolce. Entrambi hanno un sapore paragonabile a un misto di ananas, fragola e pesca, ma ognuno con un tocco diverso, consideriamo poi che la percezione dei gusti è sempre un po’ soggettiva.

4. Il valore nutrizionale.

La chirimoya è ricca di zuccheri e proteine. Contiene vitamine B1, B2, B6, così come calcio, sodio, zinco, fibre e magnesio, tra gli altri. La guanabana è diversa in quanto ha un alto contenuto di vitamina C (quasi il 35%), ma è anche ricca di vitamine B1, B2 e B6, magnesio, calcio, zinco, sodio, tra gli altri. La chirimoya è lievemente più calorica in quanto ha un contenuto un po’ più alto di zuccheri rispetto alla guanabana.

Pianta della cherimoya: come si coltiva?

Come si coltiva la cherimoya dal seme?

Se hai con te dei semini di chirimoya o una chirimoya vera e propria e vorresti provare a coltivarla nel tuo giardino, ti avviso: è una piantina che ci mette un po’ a germinare, ma senza dubbio ne varrà la pena.

Ci sono innanzitutto varie teorie, la prima delle quali prevede che una volta procurati i semi, li devi mettere a bagno tutta la notte in un bicchiere d’acqua, e se qualcuno di questi semi arriva a galleggiare, significa che è un seme da buttare. C’è chi dice inoltre che bisognerebbe aggiungere all’acqua qualche goccia di cloro per disinfettarli, ma poi c’è addirittura chi dice che questo processo è del tutto innecessario.. a te la scelta. In ogni caso se i semi li hai appena tirati fuori da un frutto dovrai pulirli bene sotto acqua corrente, questo sì.

Dopodichè arriviamo al secondo step, il quale secondo alcuni è inutile, ma in realtà è un metodo molto diffuso per far germinare i semi ed in tanti lo raccomandano: si tratta di collocare i semi dentro ad un contenitore ermetico/tupper sopra uno strato doppio di carta da cucina, inumidire il tutto e poi coprire con un altro doppio strato di carta. Inumidire nuovamente, non far nuotare i semi nell’acqua, occhio..

Dopodichè va chiuso il contenitore e va messo, se possibile, vicino ad una fonte di calore moderato ma costante (es: dietro ad un elettrodomestico o modem), e va aperto ogni tanto per controllare che la carta resti sempre umida. Quando la carta si asciuga, dovrai aggiungere altra acqua.

Andrai avanti con questo processo finché non germineranno i semi, ed in genere questo significa un mese circa, anche se sembrerebbe esserci un trucchetto per accorciare un po’ i tempi.

Immagino che ora vorrai sapere il trucchetto, no? Ebbene armati di cesoie e di santa pazienza, intanto. Poi prendi i semi uno a uno (ovviamente una volta che decidi di germinarli come minimo ti consiglio di provare con una decina di semi, poiché è poco probabile che germinino tutti) e taglia la parte da cui spunterà fuori il germoglio, dove vedi una protuberanza, insomma “la testa”, l’unica parte diversa, per capirci. Fallo con molta delicatezza per non rompere tutto il seme, ma allo stesso tempo con forza perché i semi della chirimoya (così come quelli delle altre annone) sono particolarmente duri. Proprio perché sono duri risulta utile questo processo: aiuta il germoglio a fuoriuscire con più facilità.

A questo punto li dovrai mettere a bagno in un bicchiere d’acqua come menzionato sopra, dopodichè li potrai mettere nel contenitore con la carta oppure potrai provare a metterli direttamente nella terra, c’è chi fa così, ma credo anche che questo funzioni unicamente con terra e climi ideali, per cui personalmente consiglio di farli germinare nel contenitore prima di piantarli. Grazie al trucchetto del taglio dovrebbero dimezzarsi i tempi di germinazione.

Bene, a questo punto ti starai chiedendo dove piantarli. Un vaso, un bicchiere di plastica perforato sotto, un contenitore riciclato.. all’inizio puoi usare quello che vuoi. Per quanto riguarda la terra, invece, consiglio una terra di tipo sabbioso, con un buon drenaggio e ricca di materiale organico tipo humus di lombrico o bokashi. Inserisci i semini germogliati senza spingerli troppo profondamente (2 cm circa) ed attendi la magia!

Consigli per la coltivazione della cherimoya

Il chirimoyo è un albero di piccole dimensioni, molto raramente supera gli 8 metri di altezza e, inoltre, sopporta molto bene la potatura, il che lo rende molto adatto a giardini di piccole o medie dimensioni. Queste sono le principali attenzioni che richiede l’albero dell’annona cherimola:

1. Posizione: il cherimoyo richiede molta luce. Se vivi in una zona dove primeggia un clima temperato o mite, potrai mettere l’albero in piena luce, senza temere la luce diretta del sole. Ma se fa molto caldo o d’estate il sole diventa molto intenso, sarebbe meglio metterlo in penombra.

2. Irrigazione: l’irrigazione deve essere fatta con una frequenza piuttosto alta, ogni due giorni nei mesi caldi, e un paio di volte alla settimana nei mesi freddi. Ricordati di evitare di creare ristagni d’acqua nel terreno, annaffia il giusto e necessario all’assorbimento.

3. Fertilizzazione: la chirimoya richiede un terreno molto ricco di materia organica, quindi l’uso di fertilizzanti come il compost, il bokashi o l’humus di lombrico la aiuterà a crescere. Inoltre, questi fertilizzanti sono totalmente ecologici.

4. Potatura: la potatura dovrebbe essere fatta in primavera o in autunno, e il suo compito principale è quello di pulire l’albero di rami o foglie in cattive condizioni e dai polloni. La potatura di formazione, come in tutti gli alberi da frutto, dovrebbe essere effettuata solo nei primi anni.

5. Impollinazione: Questa è forse la parte più laboriosa della coltura per ottenere una buona resa commerciale. È possibile che se avrai l’opportunità di avere un albero di annona cherimola nel tuo giardino, non sarà necessario impollinarlo a mano per ottenere dei buoni frutti per il consumo personale: ciononostante è sempre consigliabile impollinarli a mano per evitare la deformazione del frutto a causa di un’impollinazione insufficiente. L’impollinazione manuale può fornire fino a 5 volte più frutta dell’impollinazione naturale.


Vuoi sapere come realizzare l’impollinazione manuale? Essendo una pratica richiesta anche per la guanabana – sorella della chirimoya – ho spiegato in questo articolo dettagliatamente come fare. Per farti un’idea intanto, ti dico che il polline del fiore maschile dovrebbe essere raccolto nel primo pomeriggio e tenuto al fresco fino alla mattina successiva, quando sarà utilizzato per impollinare i fiori che avranno la loro fase femminile.

La fioritura è di solito in tarda primavera e all’inizio dell’estate a seconda del clima e della varietà, quindi questo sarà il momento adatto per procedere. Una volta fatto questo lavoro, il frutto si svilupperà fino a raggiungere la piena maturità, che sarà durante l’autunno.

Dove comprare la cirimoia?

Assaggiare questo delizioso frutto potrebbe non essere un’impresa del tutto semplice in Italia, ma, comunque, fattibile.

Esistono varie opzioni.

  1. Ordinare il frutto dalla Calabria – in Calabria si coltiva una varietà di annona che appartiene proprio al genere annona cherimola, il raccolto viene fatto tra settembre e dicembre.
  2. Se vivi in una grande città potresti trovarla periodicamente nei grandi mercati locali come ad esempio il mercato esquilino a Roma. Sappi però che non è sempre disponibile e la disponibilità è variabile: io l’ho trovata a maggio e non l’ho trovata a giugno.
  3. Su internet, anche su Amazon, potresti periodicamente trovarlo – altrimenti potrai acquistare una piantina da trapiantare o i semi.

Dove comprare i semi di chirimoia?

Se desideri provare a coltivare la tua piantina di cherimoya, vorrai sapere come procurarti i semi. Ovviamente, se hai un frutto tra le mani puoi usare quelli del frutto. Se invece vuoi acquistare i semi, il sistema più semplice è ordinarli su internet, su amazon o su pagine di vivai che effettuano spedizioni online.

Ultimo aggiornamento 2022-09-22 / Questa pagina contiene link di affiliazione / Immagini da Amazon Product Advertising API

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