Pianta del Guanabana: tutte le informazioni

pianta di guanabana

Vuoi saperne di più sulla pianta del guanabana? Troverai in questa sezione tutto quanto c’è da sapere, dalla semina alla potatura, alla raccolta. Se hai altre domande sul frutto leggi l’articolo con le domande e risposte sul guanabana.

Guanabana come si coltiva?

La guanabana è la pianta più tropicale tra le annonaceae: questo significa che mal sopporta le temperature basse, infatti presenta gravi danni quando raggiunge la temperatura di 1 grado, e non sopravvive alle gelate. Le condizioni ideali per lo sviluppo ottimale della pianta sono: un clima promedio sopra i 20 gradi – idealmente tra i 25 e i 28, umidità relativa tra 60% e 80%, altitudine di massimo 1200 metri sopra il mare. Cresce e produce bene in svariate condizioni del suolo – ma non sopporta il ristagno idrico di terreni mal drenati.

L’albero della guanabana ha bisogno di molta luce ma anche di pioggia, per questo prospera ottimalmente in zone tropicali, ma con molte attenzioni ed una buona serra, puoi provare a piantarlo anche in climi differenti dall’ideale.

Esistono due metodi per coltivare la guanabana: attraverso il seme ed attraverso l’innesto.

semi di guanabana

Dal seme alla piantina

Per piantare la guanabana dal seme puoi utilizzare i semi che trovi direttamente dentro al frutto, lavali bene e saranno pronti. Ma se non hai intenzione di farli germogliare immediatamente allora dovrai prima farli seccare al sole per circa 24 ore (anche in questo caso dopo averli lavati), in questo modo potrai conservarli per più tempo senza che si ammuffiscano o si rovinino.

Prima di piantarli, è consigliabile tenerli in ammollo per 24 ore, meglio se in acqua tiepida.

Oltre che dei semi, avrai bisogno di terriccio e di contenitori che in fase iniziale potrebbero anche essere dei semplicissimi bicchieri o buste nere di plastica.

Il mio consiglio è quello di fare il tentativo con più semi, perché non è detto che tutti germoglieranno – soprattutto se le condizioni climatiche non sono le migliori.

Bene, a questo punto procedi riempiendo i tuoi contenitori (come i bicchieri) o contenitore (vaso grande) con del terriccio (che puoi anche mescolare con humus di lombrico per maggiore rendimento, oppure puoi creare un mix di torba, perlita e vermiculite) ed innaffiandoli con dell’acqua. Il terriccio deve essere umido ma senza ristagno di acqua.

Fai dei piccoli buchetti poco profondi (2,5 cm max) e infila i semini. Innaffia con dell’acqua e porta i contenitori in un posto dove non subiscano la luce diretta del sole. Mentre attendi la germogliazione, che potrebbe avvenire dopo 3 o 4 settimane, non dimenticarti di annaffiarli almeno ogni due giorni (dipendendo dal clima) – la terra non deve diventare mai secca.

Dopo un paio di mesi circa dovrebbero spuntare le prime piantine, considera che se le radici della guanabana non sono molto profonde, per cui non ci sarà necessità di trapiantarle immediatamente: anche usando i bicchieri di plastica puoi aspettare 3-4 mesi.

A volte accade che la piantina faccia fatica a spuntare, perché il guscio del seme è particolarmente duro e questo può recare stress al germoglio. Se vedi che la piantina rimane intrappolata nel seme, dovrai staccarlo tu manualmente, facendo attenzione a non fare danni! Queste piantine nella loro fase iniziale sono un po’ delicate.

Una volta nata la piantina puoi trapiantarla subito o come indicato sopra aspettare, in ogni caso potrai già cominciare ad esporla al sole, ma senza esagerare.

Va da sé che la semina debba essere realizzata in periodi non freddi dell’anno, per permettere alla pianta di svilupparsi meglio.

albero di guanabana

Trapianto e potatura della guanabana

Nel momento in cui vorrai trapiantare la guanabana direttamente nel terreno o in un vaso ampio, ciò che dovrai fare è misurarne la lunghezza e fare un buco di quelle stesse dimensioni, dove trasporterai la piantina.

Se la stai piantando nella terra quando è già abbastanza sviluppata – considera le dimensioni di 40 cm di profondità e 40 cm di diametro (se vuoi potrai prima trasferirla a un vaso più grande facendo il calcolo, poi alla terra facendo questo buco più profondo).

Consiglio di aggiungere del compost organico alla terra, puoi realizzarlo direttamente a casa con cose come gusci d’uovo, cenere.. se hai a che fare con del terreno particolarmente sabbioso ed arido, puoi mettere al lato della piantina (per i primi tempi) una bottiglia mozzata a mo di imbuto, in maniera che all’annaffiare l’acqua arriverà a fondo.

È molto importante innaffiare con regolarità la guanabana durante la sua fase di sviluppo, al trapiantarla dovrai annaffiarla con 15/20 litri d’acqua, dopodichè tieni in conto che nei primi due anni soprattutto è molto importante che i livelli di umidità siano sufficenti, per cui dovrai farlo almeno 1 o 2 volte a settimana, dipendendo dal livello di aridità del clima.

Un’altro aspetto importante è lasciare spazio alla pianta per crescere, si raccomandano circa 5 metri tra pianta e pianta – anche se con un’adeguata potatura questo spazio può essere ridotto.

La potatura è un’altra questione fondamentale se desideriamo che il nostro albero di guanabana dia il massimo. Dipendendo dall’ambiente, dovremo considerare le seguenti potature: potatura di ventilazione, potatura di formazione e potatura di mantenimento.

La prima è da considerarsi utile in ambienti aperti, dove sono presenti più alberelli, per permettere all’albero di rimanere sempre ben areato; la potatura di formazione va sempre e comunque fatta per l’appunto nella fase di formazione della guanabana.

Come si realizza? Si effettua un taglio nell’asse principale ad un’altezza di 60 cm da terra, e si lasciano da 3 a 5 cm dell’asse principale nel terreno, lasciando da 3 a 5 rami ben distribuiti. La seconda potatura viene effettuata quattro mesi dopo la prima, quando i rami raggiungono circa 50 cm di lunghezza, e sono 50 cm di lunghezza, smussandoli e lasciando 3 o 4 germogli per ramo, sempre ben distribuiti.

Tutti i rami che hanno la tendenza a crescere verso l’interno sono da eliminare.

La potatura viene ripetuta in questo stesso modo altre due volte, dopo la quarta potatura i rami vengono lasciati crescere liberamente.
Il risultato che otterrai è un albero più arrotondato e con una maggiore superficie produttiva, che non superi i 2,5 m di altezza.


La potatura di mantenimento è necessaria per mantenere in salute l’albero, e consiste nell’eliminare i rami secchi o danneggiati, i germogli che vanno all’interno della corona, i polloni (rami improduttivi che si sviluppano verticalmente o che hanno origine alla base del tronco).

la raccolta del guanabana

Impollinazione manuale della guanabana

Anche se in condizioni climatiche ottimali, non è detto che l’albero di guanabana ti proporzioni un raccolto abbondante – in certi casi il raccolto è addirittura quasi nullo. Questo succede per le caratteristiche peculiari dei fiori di guanabana: innanzitutto tieni presente che per via del loro colore verde/giallastro e l’assenza di profumazione, questi non sono particolarmente attrattivi per gli insetti pollinizzatori (nel caso di questa pianta parliamo di coleotteri e formiche). Come ulteriore aggravante, l’uso intensivo di prodotti chimici ha portato alla diminuzione radicale delle popolazioni di questi insetti, i quali in certi territori dove si coltiva la guanabana già erano presenti in concentrazioni basse.

Oltre al problema della scarsezza di insetti pollinizzatori e della poca attrattività dei fiori verso di essi, c’è il fatto che i fiori di guanabana sono sì ermafroditi (contengono ambi i sessi nello stesso fiore e tecnicamente potrebbero autofecondarsi) ma nel 90% dei casi non c’è sincronia tra maturazione/ricettività degli stimmi e maturazione/liberazione del polline da parte delle antere. Infatti, ciò che accade, è che queste fasi in genere hanno luogo in momenti distinti: prima diventa ricettiva la parte femminile del fiore, rilasciando una specie di gomma traslucida, dopodiché la parte maschile libera il polline per la pollinizzazione di altri fiori che si trovano in stato di ricettività. Il fenomeno è scientificamente conosciuto come “dicogamia protoginia”. Questo comporta una pollinizzazione irregolare, con bassa produzione di frutti (circa il 10%) e in molti casi con frutti malformati.

Per tutte queste ragioni, la cosa migliore che puoi fare è aiutare il processo di fecondazione dei fiori tramite la cosiddetta impollinazione manuale o artificiale.

Considera che nelle prime fasi di vita della pianta – quando inizi i primi raccolti tra primo e secondo anno – il numero di fiori è limitato (20-40 fiori), quindi senza ricorrere alla tecnica dell’impollinazione manuale ti ritroveresti con una produzione di appena 2-4 frutti (10%). Successivamente la produttività migliora perché quando la pianta di guanabana raggiunge la piena maturità la quantità di fiori aumenta esponenzialmente (400/600 fiori). Anche quando avrai raggiunto questo livello, impollinare ti permetterà di mettere i frutti nei rami migliori e distribuirli meglio sull’albero.

Come procedere dunque?

Innanzittutto è importante saper riconoscere le varie fasi di maturazione del fiore. Durante la prima fase vedrai la formazione del bocciolo, dove tuttavia i petali sia interni che esterni saranno completamente attaccati tra loro, e non si saranno minimamente aperti. Durante la seconda fase vedrai che i petali esterni avranno cominciato ad aprirsi mentre quelli interni ancora no; nella terza si saranno aperti anche i petali interni ma la parte maschile contenente le stame, sarà ancora chiusa e non ci sarà polline liberato mentre all’interno della parte femminile troverai una certa quantità di gel/gomma viscosa che è indicatore di piena fecondità. Arriverai così alla quarta fase, che è la fase in cui dovrai raccogliere i fiori per effettuare l’impollinazione manuale. Riconoscerai questa fase dal fatto che i petali del fiore saranno già completamente aperti – sia quelli interni che quelli esterni – e sarà per l’appunto presente una quantità rilevante di sostanza gelatinosa al loro interno. Ventiquattro ore dopo la quarta fase avverrà la quinta – e ultima – fase: cadranno i petali e la parte maschile del fiore (antere) rilascerà una polvere gialla: il polline.

Vediamo dunque come realizzare l’impollinazione manuale. Avrai bisogno di alcuni oggetti: un pennello – preferibilmente #14 o #16, un contenitore di plastica o vetro scuro per il polline, un vassoio o scatola di cartone per trasportare i materiali. Potrai anche utilizzare un nastro colorato da applicare sui fiori, per riconoscere quelli che sono stati fecondati manualmente.

Quando avrai dei fiori che hanno raggiunto la quarta fase, ne raccoglierai alcuni (preferendo quelli ubicati sulle punte dei rami o quelli danneggiati) e li metterai in un recipiente (come, ad esempio, una scatola di cartone) e li trasporterai lontano dalla luce del sole. Potrai collocare dei fogli di carta nel fondo del recipiente per facilitare il posteriore processo di travaso del polline.

La mattina dopo (presto, intorno all’alba) vedrai come i fiori avranno rilasciato il polline presente nelle antere: per facilitare ulteriormente il processo potrai agitare il contenitore.

A questo punto dovrai travasare il polline in un contenitore scuro e dirigerti verso l’albero di guanabana munitx di pennello. Intingerai il pennello nel polline e lo applicherai nella parte interna (dov’è presente la sostanza viscosa) dei fiori in fase 5, facendo così aderire il polline. Questo lavoro va fatto con una certa delicatezza, il pennello è lo strumento ideale ma volendo puoi anche farlo con il dito indice della mano. Ricordo che il polline rimane utilizzabile per circa sei ore a partire dal rilascio, ragione per la quale consiglio di andare preparati e realizzare il lavoro la mattina presto.

Volendo, potrai mettere del nastro colorato nei rami dove sono presenti i fiori “intervenuti”, in maniera di ricordarti quali sono. Dopo 6-9 settimane accadrà la differenzazione da ovario a frutto e dall’impollinazione al raccolto passeranno dai 5 ai 7 mesi.

Quanto impiega una pianta di guanabana a dare il frutto?

Questo è estremamente soggettivo, nel senso che dipende molto da pianta a pianta, soprattutto dipende dalle condizioni del terreno e dalle condizioni climatiche. Si stima che una pianta di guanabana propagata per via sessuale (seme) tardi a dare i propri frutti dai 3 ai 5 anni, mentre le piante innestate ci mettano dai 20 ai 24 mesi.

La Calabria è la terra del Guanabana in Italia